Vallerano – Il premio Alvaro – Bigiaretti a Fabio Genovesi per il romanzo “Il mare dove non si tocca”.
Il 19 maggio in piazza dell’Oratorio a Vallerano alle 11,30 si è svolta la manifestazione del premio letterario Corrado Alvaro – Libero Bigiaretti, due scrittori del novecento che si sono succeduti nella casa di Vallerano da buoni amici.
L’abitazione oggi appartiene alla famiglia Rovere che è nel comitato organizzativo del premio insieme con l’associazione culturale OfficinaMente col sostegno del comune e della ditta Mizzella.
La quarta edizione è dedicata al tema dell’appartenenza.
Le varie giurie, popolare e tecnica a cui quest’anno si è aggiunta quella degli studenti hanno sentenziato all’unanimità e scelto lo scrittore Fabio Genovesi con il romanzo “Il mare dove non si tocca” edito Mondadori.
Le scuole interessate sono state il liceo artistico Midossi di Vignanello dove alcuni studenti hanno letto le cinque opere finaliste e disegnato i diplomi del premio, così pure il liceo classico Buratti e lo scientifico Ruffini.
E’ stato importante questo coinvolgimento perché, come giustamente ha sottolineato una loro professoressa di lettere, si è dato modo agli studenti, che spesso non ci arrivano neanche nell’ultimo anno della scuola superiore, di conoscere, apprezzare e confrontarsi con la letteratura contemporanea.
Che poi è quella che racconta più da vicino il loro mondo, quindi anche di avere un linguaggio per esprimere in modo più efficace, “le parole per dirlo”, grazie a questo approccio il loro disagio adolescenziale.
Ha animato la manifestazione presentando il tema dell’appartenenza nelle varie accezioni Raffaello Fusaro coinvolgendo sia lo scrittore Giorgio Nisini che i vari ospiti intervenuti.
Fondamentale l’intervento dell’attore Valerio Aprea che ha dato voce sia all’Alvaro che al Bigiaretti con alcune loro pagine di una modernità disarmante e del libro vincente invitando veramente ad una nuova lettura anche chi lo aveva appena letto.
Infine il premiato Genovesi si è lasciato coinvolgere rispondendo alle domande degli studenti, colloquiando simpaticamente con loro in una narrazione estemporanea e confidenziale della propria vita che ha lasciato veramente basiti per la celestiale semplicità, tipica dei grandi, del racconto dal vivo.
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