Viterbo – Una valanga di sì al governo Lega – Movimento 5 stelle. Anche dalla Tuscia arriva il via libera.
I gazebo organizzati dal Carroccio, hanno fornito un risultato che lascia poco spazio ai dubbi. Nei comuni dove è stato possibile organizzare i punti in così poco tempo, Viterbo, Bassano Romano, Montalto di Castro, Ronciglione, Montefiascone, Gallese, Vitorchiano, Vetralla e Faleria, hanno votato in 1153.
Di questi, 1088 hanno detto sì e 64 si sono espressi in modo contrario. Non favorevoli al contratto di governo tra le due formazioni politiche.
Potevano esprimere il proprio “voto” tutti i cittadini, non necessariamente iscritti alla Lega. I favorevoli hanno ampiamente prevalso, probabilmente anche perché chi ha inserito la propria scheda nelle urne era motivato e convinto verso il progetto politico in gestazione.
Il capoluogo è dove si è espresso il maggior numero, in totale 403, di cui 373 per il sì e 29 per il no. Nella città dei Papi, essendo in corso la campagna elettorale, il gazebo tra sabato e domenica è stato limitato a due ore.
Ma c’è un altro comune che ha trascinato l’esito della consultazione leghista: “A Montefiascone – ricorda Umberto Fusco – sono stato circa 330, tanti. A Montalto di Castro 82 e a Faleria 30”. Ma i più convintamente per il governo pentaleghista sono a Vitorchiano. Sedici votanti, altrettanti sì e nessuno a sfavore.
Soddisfatto, per l’esito, Umberto Fusco. “Un risultato ottimo – osserva il senatore della Lega – anche la Tuscia dà il via al governo Lega – Movimento 5 stelle. L’esito sposa in pieno la linea del nostro leader, con una percentuale altissima di sì”.
Bene per Fusco, anche la partecipazione: “Circa 1150 persone, considerando che eravamo presenti solo in pochi centri, una decina. Poi c’erano feste, il tempo incerto. Ma quello che conta è che il messaggio sia stato percepito.
La gente appoggia il governo che deve nascere e da parte nostra siamo convinti che Salvini abbia preso la decisione giusta e larga parte di chi ha votato è con lui”.
Non tutti, però. “Qualcuno ha detto no. È la democrazia e chi dissente è giusto che si esprima” spiega Fusco.
Giuseppe Ferlicca
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