– Inizia dal 19 aprile l’ottava edizione di Resist a Viterbo. Nato nel 2005, in occasione del 60esimo anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale, Resist è un festival organizzato dal Comitato Arci di Viterbo incentrato sui temi ed i valori della Resistenza.
Resist quest’anno diventa, da proposta locale sviluppatosi per sette anni a Viterbo, progetto diffuso sulla rete nazionale dell’Arci, con numerose iniziative in tutto il territorio nazionale. L’intento del progetto rimane quello di presidiare il periodo del 25 aprile con la volontà di promuovere una maniera diversa e attuale di raccontare la Resistenza e di continuare a farla su temi sia storici che di pura attualità.
Tante le iniziative dell’edizione 2012 in programma dal 19 aprile al 6 maggio. Spettacoli teatrali, proiezioni, presentazioni di libri, laboratori e dibattiti a Viterbo, Celleno e Montefiascone.
Due serate saranno dedicate alle proiezioni cinematografiche, in collaborazione con Cinema Trento e Ism, Immagini dal Sud del Mondo di Aucs: la prima il 19 aprile con “Italy love it or leave it” di Gustaf Hofer e Luca Ragazzi mentre la seconda è prevista il 27 aprile “Io sono Lì” di Andrea Segre.
Altre due proiezioni, questa volta di documentari, saranno proposti il 22 e il 28 aprile. Il primo per ricordare la figura di Enzo Del re, attraverso il documentario “Io e la mia sedia” di Angelo Amoroso d’Aragona e il secondo “Conversazioni con Camila Vallejo” che analizza i tumulti, le rivoluzioni e altre forme di resistenza dei nostri tempi.
Lo spettacolo teatrale “Drug Gojko” di e con Pietro Benedetti, prodotto dall’Anpi Viterbo, espone le vicende di Nello Marignoli da Viterbo: gommista in tempo di pace. In guerra, invece, prima soldato della Regia Marina italica e poi radiotelegrafista nella resistenza jugoslava, verrà proposto venerdì 20 aprile presso la Sala Gatti.
Il pomeriggio del 25 aprile è in programma l’incontro di letture dal titolo “Libere di R/esistere” presso la sede della Cgil, a cura del Comitato Se Non Ora Quando.
Venerdì 27 aprile è previsto un incontro sui temi del diritto di cittadinanza e le seconde generazioni a cura del Comitato provinciale L’Italia sono anch’io, interverranno Pape Diaw, Arci nazionale, Marco Pacciotti, responsabile immigrazione Partito Democratico, Abdessamad El Jaouzi, CgimAss. Cantieri dei Giovani Italo Marocchini e portavoce comitato l’Italia sono anch’io di Frosinone.
Il libro “Sforbiciate. storie di pallone ma anche no” di Fabrizio Gabrielli, il 30 aprile, darà l’occasione per assistere al reading musicato di presentazione dell’opera in cui il gioco del calcio si fa metafora della vita e la vita grimaldello interpretativo del calcio.
Resist propone anche a Montefiascone e a Celleno due eventi. Il primo domenica 22 aprile la presentazione – spettacolo del libro Faremo a fassela, Gli Arditi del popolo e l’avvento del fascismo nella città di Viterbo e nell’Alto Lazio (1921-1925) di Silvio Antonini e il secondo a Celleno domenica 29 aprile con lo spettacolo di danze, musiche e letture dal fronte balcanico “Cara sorella Rita” a cura del Circolo Jesce Sole.
Per chiudere il 6 maggio presso il circolo La strada dell’orto con un laboratorio per bambini per realizzare un orto in cassetta.
Per essere aggiornati sul programma di Resist visitare la pagina web: http://arciresist.org/
Programma completo
Dal 19 aprile al 6 maggio
Organizzato da Arci Viterbo
In collaborazione con:
Arci Solidarietà Viterbo
Arci Servizio Civile Viterbo
L’Altro Circolo
Aucs
La strada dell’Orto
Circolo Jesce Sole
Sportello di Cultura Lesbica
Cgil Viterbo
Comitato provinciale Viterbo L’Italia sono anch’io
Comitato Se Non Ora Quando
Anpi Viterbo
Sezione Anpi Delio Ricci, Montefiascone
Ucca
Compagnia Tetraedro
Comune di Celleno
19 aprile Cinema Trento, Piazza del Santuario 51/a, Viterbo
ore 21.30
Italy love it or leave it
Proiezione del film di Gustaf Hofer e Luca Ragazzi (Ism)
Intervengono Emanuela Dei e Giancarlo Mazza
Dopo aver ricevuto la notifica di sfratto del loro appartamento, l’altoatesino Gustav e il romano Luca sono davanti ad un bivio: se il primo è deciso a lasciare la Capitale per la più civile Berlino, il secondo vorrebbe rimanere in Italia, convinto com’è che sia ancora un paese da amare e in cui poter vivere. Prima di prendere una decisione tanto importante, la coppia si dà sei mesi di tempo per conoscere meglio e mettere sul piatto della bilancia contraddizioni e punti di forza di una Nazione che percorreranno in lungo e in largo a bordo di una vecchia Cinquecento. Gustav e Luca raggiungono la Rosarno degli immigrati-schiavi, la Napoli della spazzatura, gli ecomostri di Giarre in provincia di Catania fino alla Predappio dei nostalgici di Mussolini.
Un ritratto trasparente del nostro Paese, delle sue molteplici contraddizioni e dei suoi aspetti più drammatici e grotteschi che conducono al titolo del film. O la ami o la lasci.
Interverranno Emanuela Dei dello Sportello di Cultura Lesbica Arci Vt e Giancarlo Mazza de l’Altro Circolo Viterbo.
per info:
393.9096292
ism@aucsviterbo.org20 aprile Sala Gatti, Via del Macel Gattesco 2, Viterbo
ore 21.30
Drug Gojko
Spettacolo teatrale di e con Pietro Benedetti
Regia Elena Mozzetta
«Quello che dico, dico poco». L’inizio è sul dragamine Rovigno: una croce uncinata issata al posto del tricolore. Il finale è l’abbraccio tra madre e figlio, finalmente ritrovati, nella città in macerie. Così vuole l’epos popolare. Così dispiega la sua odissea di guerra un bravo narratore: secondo il più convenzionale degli schemi, in ordine cronologico. Ma mulinelli si aprono, di continuo, nel flusso del racconto. Così, proprio così Nello espone il suo racconto di guerra. Nello Marignoli da Viterbo: gommista in tempo di pace; in guerra, invece, prima soldato della Regia Marina italica e poi radiotelegrafista nella resistenza jugoslava.
21 aprile Biblioteca Comunale, Largo san Pietro 1, Montefiascone
ore 17.00
La sezione Anpi Delio Ricci organizza la presentazione – spettacolo di:
Faremo a fassela, Gli Arditi del popolo e l’avvento del fascismo nella città di Viterbo e nell’Alto Lazio (1921-1925) di Silvio Antonimi, ed. Sette città
Un racconto vivace ed informato sulla conflittualità sociale e politica che contrassegnò la comunità viterbese fino a farla divenire oggetto di attenzione ben al di fuori dei confini regionali.
La complementarietà delle fonti, in larghissima parte inedite, restituisce pertanto non solo lo scenario dei protagonisti, ma aiuta anche a ricreare il “volto” della città in quegli anni di conflitti e di feroci contrapposizioni, quando gli Arditi del popolo si fecero interpreti delle tradizioni comunitarie di solidarietà e di senso civico, difendendo la città e il territorio da chi venne inteso come forza di invasione e di sconvolgimento dei consueti equilibri comunitari
L’obiettivo è perseguito con la passione del ricercatore e con quell’attenzione ai risvolti umani e psicologici dei protagonisti che rappresenta una sorta di valore aggiunto di questo lavoro (dalla prefazione di Maurizio Ridolfi).
Introduzione: Renato Trapè (Assessore alla Cultura del Comune di Montefiascone), Vincenzo Fralliciardi (Direttivo sez. Anpi Delio Ricci)
Letture: Laura Antonini, Pietro Benedetti, Olindo Cicchetti
Musiche: Laura Antonini (voce), Massimiliano Pioppi (tastiere)
Nel ruolo di Mastrumberto (dallo spettacolo teatrale Sottoassedio di Antonello Ricci): Pietro Benedetti
22 aprile Biancovolta, Via delle Piagge 23 Viterbo
ore 21.30
Enzo Del Re: o del lavorare con lentezza
Proiezione del documentario di Angelo Amoroso d’Aragona “Io e la mia sedia”
Interventi musicali del trio Malia (Laura Antonini, Antonio Tonietti, Ronè Sperduti), con musiche di Enzo Del Re.
Enzo Del re è stato il più irriverente cantastorie della scena antagonista degli anni 70, caduto nel dimenticatoio negli anni successivi e riscoperto solo in tempi recenti, complice anche il film di Guido Chiesa del 2004 che dalla sua canzone più nota, Lavorare con lentezza, prende il titolo.
La sua coerenza lo porta a chiedere come cachet l’equivalente del salario giornaliero di un metalmeccanico e di conseguenza a suonare anche per otto ore di seguito.
Muore il 6 giugno 2011, portato via da un’insufficienza renale che curava da solo con una dieta a base di polpo o “octopus”, come diceva lui.
Il giorno seguente un ragazzo dell’Arci porterà al funerale una sedia, servita ad Enzo per l’ultimo concerto, tenendola alta sul capo a mo’ di bandiera. Una grandinata si abbatterà sugli amici che seguono il feretro e su quella sedia: ci piace pensare che sia stato Enzo che si è fatto un’ultima suonata.
25 Aprile, Sede Cgil, Via Saragat 8, Viterbo
ore 16.00
Libere di R/esistere
Evento di letture e musica
A cura del Comitato Se Non Ora Quando
26 aprile Cinema Trento, Piazza del santuario 51/a, Viterbo
ore 21.30
Io sono Lì
Proiezione del film di Andrea Segre (Ism)
Shun Li lavora in un laboratorio tessile della periferia romana per ottenere i documenti e riuscire a far venire in Italia suo figlio di otto anni. All’improvviso viene trasferita a Chioggia, una piccola città-isola della laguna veneta per lavorare in un’osteria.
Bepi, pescatore di origini slave, soprannominato dagli amici “il Poeta”, da anni frequenta quella piccola osteria.
Il loro incontro è una fuga poetica dalla solitudine. È un viaggio nel cuore profondo di una laguna, che sa essere madre e culla di identità mai immobili.
Ma l’amicizia tra Shun Li e Bepi turba le due comunità, quella cinese e quella chioggiotta, che ostacolano questo nuovo viaggio, di cui forse hanno semplicemente ancora troppa paura.
27 aprile Biancovolta, Via delle Piagge 23, Viterbo
ore 18.00
Incontro sul tema del diritto di cittadinanza e delle seconde generazioni
a cura del Comitato provinciale L’Italia sono anch’io
Intervengono Pape Diaw, Arci nazionale, Marco Pacciotti, responsabile immigrazione Partito Democratico, Abdessamad El Jaouzi, CGIM Ass. Cantieri dei Giovani Italo Marocchini e portavoce comitato l’Italia sono anch’io di Frosinone.
28 aprile Biancovolta, Via delle Piagge 23, Viterbo
ore 18.00
Presentazione del libro Tumulti
con Augusto illuminati e Tania Rispoli, Ed. Derive Approdi
Tumulti, insurrezioni, cortei, barricate… Parole sempre più ricorrenti nelle cronache politiche che indicano tanto lo sconvolgimento dell’ordine esistente quanto l’emergere di pratiche che ben poco hanno a che fare con la tradizione rivoluzionaria del Novecento. Come se le categorie di Stato e Rivoluzione non riuscissero più a spiegare i processi in corso. Come se fossero inadatte a capire un’epoca in cui la politica assume la forma del tumulto, dell’imprevedibilità degli incontri e degli esiti, dell’esodo dai partiti e dalle organizzazioni.
29 aprile Sala Polivalente, Celleno
ore 18.00
Cara sorella Rita …
Lettere musiche danze sul fronte balcanico a cura del Circolo Jesce Sole
Questa scelta di lettere e memorie di soldati dal fronte balcanico e russo, nella seconda guerra mondiale, dal ’41 al ’43, ha l’intento di fare emergere quella vena sotterranea di umori, smarrimenti, contraddittoria umanità che scorre parallelamente e al di sotto della Storia ufficiale.
Questi soldati, chiamati ad affermare la presenza italiana nei territori occupati, cominciano a comprendere che i termini del loro obiettivo sfugge sempre più alla percezione individuale e collettiva, spostandosi dagli elementi retorici della propaganda alle componenti reali di una guerra frazionata, difficile e violenta.
A lungo si è perpetrata l’idea degli “italiani brava gente” nei territori occupati della Jugoslavia e dei Balcani; in realtà si trattava di una sorta di guerra anomala che i nostri soldati conobbero nel “diffondersi” del nemico e nel suo “svanire” tra la popolazione civile.
I soldati non sapevano perché dovevano occupare quei territori. Occorreva però suscitare in loro quei sentimenti di forza e missione contro l’immagine del nemico e degli abitanti di quelle terre, considerati barbari e feroci nell’immaginario collettivo. Essi erano certi che avrebbero incontrato violenza e inciviltà; dovevano imporre ordine e modernità, senza avere nessuna conoscenza delle popolazioni e della loro storia.
Deportazioni, atrocità, fucilazioni, incendi di case e villaggi divennero progressivamente parte integrante dell’occupazione. Infine la ritirata.
I viaggi del ritorno dai tanti fronti: essi suscitano speranza, timore, paura per quello che si troverà o che non si troverà più, e non solo rispetto alla propria famiglia, ma anche all’assetto sociale: quale sarà il proprio posto nel mondo. Sono viaggi che costituiscono processo di formazione delle singole persone, domande sul ruolo e sul valore che verrà attribuito a tanto scempio, ed anche sul valore che verrà attribuito a chi ha combattuto, distrutto, ucciso, in nome di una patria e di un regime tanto controversi ed ormai cancellati dalla guerra stessa.
30 aprile Biancovolta
ore 18.00
Presentazione del libro Sforbiciate. storie di pallone ma anche no, edizioni Piano B
Sforbiciate Resistenti, fraseggi, fuori area e fuori fuoco, in cui il gioco del calcio si fa metafora della vita e la vita grimaldello interpretativo del calcio: storie semivere di uomini specialissimi, colti nell’istante in cui sono stati, a volte per caso, calciatori, presidenti, tifosi resistenti, pei quali un’entrata in scivolata del Destino, della Storia, ha significato fine della carriera. O gloria imperitura.
Perché è mica vero che un calciatore ha da calciare, e nulla più.
6 Maggio
Circolo La Strada dell’orto, Strada risiere, 3, Viterbo
Dalle ore 15.00 alle 18.00 a seguire merenda biologica
Laboratorio per bambini di palline d’argilla e orto in cassetta
Il metodo delle palline d’argilla è un sistema, elaborato dal microbiologo giapponese Fukuoka, che crea le condizioni ottimali per la semina in luoghi abbandonati e desertici.
A seguire ogni bambino curerà il proprio piccolo orto sinergico che potrà continuare a coltivare a casa. Per contatti e prenotazioni per il laboratorio tel. 328/5650266, lastradadellorto@gmail.com.
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