Viterbo – “Buona fortuna a tutti e siate depravati”.
Scorrendo i vari punti nel programma elettorale di Vittorio Sgarbi per Sutri, il punto sulla depravazione non compare, ma il critico d’arte comunque ne parla. Ispirazione del momento, arrivata da un fuoriprogramma ieri pomeriggio a piazza del Comune, dove era atteso per un comizio elettorale.
Nonostante poco prima avesse piovuto, sono in molti ad aspettarlo per stringergli la mano, salutarlo, farci una foto e uno per insultarlo. Un signore un po’ in là con gli anni, ma con un certo piglio, non gliene manda a dire: “Non venire a prendere in giro la gente di Sutri”. L’espressione usata è un po’ più colorita. Ma soprattutto: “Sei un depravato”.
Conclusione cui il contestatore è arrivato dopo avere visto Sgarbi immortalato sul water. In una situazione intima. Troppo intima per i suoi gusti. Non per il critico d’arte.
“Mi rimprovera d’essermi fatto fotografare su un cesso – spiega Sgarbi – come se lui non fosse ogni giorno sullo stesso cesso. Come se non fosse una pratica comune per ognuno di noi.
Se cacare tutti i giorni è una depravazione, siamo molti a trovarci in questa condizione. Come se ognuno di noi non andasse di corpo, meno alcuni stitici perché hanno problemi. Che io fossi definito depravato per questo non me lo sarei aspettato”.
Come non si aspettava l’invettiva di ladro: “Io sono stato e lo sono tuttora, in aspettativa senza assegno. E senza assegno farò il sindaco. Che si possa essere condannati per truffa senza percepire emolumenti, è un mistero della magistratura”.
Un’altra accusa di cui vuole liberarsi dal palco, è l’omofobia. “Non esiste – spiega Sgarbi – nei prossimi giorni arriverà Tommaso Cerno, mio grande amico direttore dell’Espresso e deputato Pd. Verrà a testimoniare che non sono omofobo. Nessuno potrà mai dirlo, perché secondo me esistono gli individui e non le coppie e ogni individuo vive come crede la sua sessualità”.
Far incavolare Sgarbi, tentativo fallito. Il contestatore ci ha provato. Ma pure in piazza, il candidato sindaco ha ribattuto e quando l’uomo si allontanava, ecco Sgarbi inseguirlo. Fino a improvvisarci il discorso sul palco, dove i protagonisti sono i candidati della lista Rinascimento. Anzi, le protagoniste. Stavolta le donne, al prossimo comizio toccherà agli uomini.
Le presenta, ascolta i loro discorsi, annuisce, sorride. Pare compiaciuto della squadra. Anche di Felice Casini: “Candidato onorario”. Non è in lista, ma sarà vice sindaco. Nella campagna elettorale sono previste incursioni di ospiti illustri, da Vissani a Cerno, passando per Morgan. Un accenno alle ultime vicende nazionali, il mancato governo giallo verde, M5s-Lega. Per la prima volta Sgarbi si trova d’accordo Di Maio. Mattarella avrebbe dovuto far nascere l’esecutivo e accoglie l’invito del capo politico dei 5 stelle a esporre una bandiera tricolore. È al centro, sul palco. Pure in anticipo, rispetto alla data del 2 giugno.
Per Sutri, ricorda che la bellezza produce economia e quindi, come oggi sono Capri e Cortina, così domani dovrà essere Sutri. Primo obiettivo, farla diventare il 258esimo borgo tra i più belli d’Italia. “I commissari che verranno per la valutazione – spiega Sgarbi – si dovranno vergognare per non avere ancora assegnato il titolo”.
Prima delle parole, la musica. Dal palco ancora vuoto, suonano le note degli Chic. Good times. Ma non sono bei momenti per chi ha scelto quella canzone. Sgarbi arriva sulla piazza, ascolta e ci scappa il cazziatone col tecnico. Il messaggio è chiaro. Con lui si cambia musica.
Pure questo lo spiegherà poco dopo: “Chi vuole ascoltare certa musica vada in discoteca, non a Sutri. Qui si ascolterà altro”.
Ma anche col fonico, c’è il lieto fine. Al termine i due scherzano e scambiano qualche battuta. Forse sui loro artisti preferiti.
Giuseppe Ferlicca
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