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Viterbo - Comune - Bilancio per l'assessora Saraconi (Urbanistica) - Non si ricandida - Soddisfatta per il suo lavoro, meno del resto: "Lascio 20 milioni in opere da realizzare"

“A volte gli interessi di partito hanno superato quelli della città”

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Raffaela Saraconi

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Viterbo – (g.f.) – “Lascio venti milioni di euro in progetti in città”. Per Raffaela Saraconi, è tempo di bilancio. Dopo cinque anni difficili, l’assessora all’Urbanistica ha scelto di non ripresentarsi e a due settimane dal voto tira le somme.

Soddisfatta, ma un po’ anche delusa da una politica che, seppure non lo dica in modo così esplicito, un po’ le ma messo i bastoni tra le ruote. “A volte – ammette Saraconi – gli interessi di partito hanno superato quelli della città e io mi sono sempre sentita un tecnico”. Da qui la scelta. Cinque anni possono bastare. “Non ho trovato le condizioni per ripresentarmi”.

Un po’ d’amaro in bocca è inevitabile. “Certamente mi dispiace andare via, avrei avuto bisogno di un altro mandato per portare a compimento quanto avviato. Ma le difficoltà non lo hanno consentito. Del resto, tutto ha una fine e c’è sempre un nuovo inizio.

Chi arriverà dopo, mi auguro che sappia raccogliere il lavoro avviato, Soprattutto il bando delle periferie. Ci sono scelte precise all’interno, non è semplicemente la pioggia di milioni arrivati dal governo. Se attuato a dovere porterà cambiamenti radicali. Diversamente, saranno tre o quattro opere pubbliche realizzate e niente di più”.

Otto le attività del suo assessorato, raccolte in un opuscolo. Dalla riqualificazione delle periferie al masterplan della città, l’Apea Poggino-Teverina, il piano d’azione per l’energia sostenibile (Paes), Pratogiardino e la riqualificazione del perimetro delle mura urbane. Ognuno al suo interno ha progetti, pista ciclabile, raddoppio dei via dell’Industria, recupero aree sportive. Dalla carta dovranno trasformarsi in cantieri.

“Ci sono venti milioni da utilizzare, ma quello che a me piace sottolineare è la partecipazione della città agli otto progetti. Ci siamo misurati con le diverse realtà, mutuando buone pratiche. Ogni intervento, poi, si integra con l’altro e fa da moltiplicatore delle risorse e per questo ringrazio l’architetto Capoccioni e la dottoressa Sanna”. L’ex dirigente arriva a conferenza stampa iniziata nell’ufficio dell’assessora.

Saraconi rivendica il lavoro, ma le critiche non sono mancate e anche dure. “Sono stata osservata e molto criticata – spiega Saraconi – ma ho lavorato onestamente e soprattutto non ho sprecato il tempo”.

Si poteva fare di più. A Pratogiardino, tanto per fare un esempio. “Abbiamo avviato due piccoli stralci – ammette Saraconi – quasi senza fondi, ma è un segnale, per interrompere una stasi quasi ventennale”.

Nel 2013, l’amministrazione uscente, con il Plus lasciò interventi in fase ben più avanzata. Con l’affidamento delle gare. “E noi abbiamo portato avanti gli interventi e in alcuni casi, valorizzandoli. Altri programmi, come a piazzale Gramsci e al Pilastro, li abbiamo integrati nel piano delle periferie. Abbiamo salvato l’idea di Marini, attraverso un percorso che accelererà la realizzazione, evitando altre cubature”.

Adesso, occhi puntati sul bando delle periferie. “Tra i diversi progetti – anticipa Saraconi – abbiamo dato priorità al prolungamento di viale dell’Industria e alla pista ciclabile come c’è stato chiesto. Siamo un po’ in ritardo. La mancanza di un dirigente si sente. Ho sollecitato in questo senso, ma ancora nulla.

Adesso partiranno le procedure per la progettazione. È previsto un ribasso massimo del 20%, altrimenti ne risente la qualità”.

Dal 10 giugno continuerà a seguire il lavoro, da fuori del palazzo. “Prima che amministratori, siamo cittadini e io sono curiosa per natura. Continuerò comunque a interessarmi”.

Impossibile capire, invece, se sia solo una pausa dalla politica o un addio definitivo, dopo essere stata, oltre che assessora a Viterbo, sindaca a Valentano. “Vedremo”.


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29 maggio, 2018

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