Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – “Incentiviamo il turismo partendo dalla periferia”, Enrico Cavarischia, candidato al consiglio del Comune di Viterbo, presenta le sue idee
La città di Viterbo è una tra i borghi più belli e affascinanti d’Italia. È ricca di storia, arte, cultura e di eccellenze enogastronomiche. Molti sono stati i personaggi di un certo rilievo sociale, culturale e scientifico che sono transitati a Viterbo e che sono rimasti colpiti dalla sua bellezza lasciandone traccia, primo fra tutti Dante che ha voluto inserire il Bullicame e il lago di Bolsena nella Divina Commedia; basti pensare che secondo alcuni storici, anche la selva oscura avrebbe origine viterbese, ispirata dai nostri Monti Cimini.
Fin qui il passato, ma oggi cosa si potrebbe fare per incentivare il turismo e rendere Viterbo un brand al pari di località molto più conosciute?
Il valore culturale del territorio, tuttavia, non riguarda solo il comune circoscritto dalle mura, ma si estende anche alle zone limitrofe, come ad esempio Bagnaia e San Martino.
Partirei proprio da qui, da questi borghi che sono anch’essi ricchi di storia, arte, cultura e tradizioni, ma che spesso passano in secondo piano “oscurate” da Viterbo città.
Investiamo su queste località, incentiviamo il turismo, pensiamo anche ai piccoli borghi che hanno molto da offrire (pensiamo ad esempio al Santuario della Madonna della Quercia).
Occupandomi di marketing, spesso ho sentito imprenditori lamentarsi dello stato di isolamento in cui si ritrovano quando il soggetto pubblico non ha supportati adeguatamente le loro iniziative.
Viterbo è una città che parla a una vasta platea di potenziali visitatori, abbiamo due laghi, i Monti Cimini, il mare a due passi, il quartiere medievale più grande d’Europa, chiese, ville storiche e molto altro ancora.
Con un patrimonio del genere Viterbo dovrebbe essere conosciuta e ambita come meta turistica tanto quanto Rimini che, pur non avendo le nostre caratteristiche e le nostre bellezze, è sicuramente più conosciuta e visitata. Come è possibile tutto ciò?
Inoltre, con mio triste rammarico mi sono accorto negli anni che Viterbo non solo non è conosciuta fuori i confini regionali, ma che non è nemmeno “ben vista” da quelli che a Viterbo ci vivono per motivi di lavoro; ad esempio parlando con alcuni militari provenienti da ogni parte d’Italia, è emerso che loro adorano la città di Viterbo, ma non comprendono la mentalità viterbese, storicamente chiusa e poco intraprendente, e questo rappresenta un campanello d’allarme che va ascoltato se si vuole apportare un cambiamento.
Un esempio pratico di questo atteggiamento è la questione relativa ai trasporti: niente autostrada, niente treni veloci, e il turista cambia mèta…
Per incentivare il turismo, difficoltà logistiche a parte, la mia idea è quella di fare di Viterbo un brand appetibile a vari target di visitatori: la città è adatta a chi cerca relax, agli appassionati d’arte, a chi piace la natura, e a molti altri ancora. Per fare ciò si possono pensare dei pacchetti turistici costruiti ad hoc che coinvolgano le frazioni limitrofe e gli imprenditori: proprietari di strutture ricettive, ristoratori, ecc., che, lavorando in sinergia con gli uffici pubblici, propongono spunti e iniziative per visitare la città tutto l’anno, e non solo durante l’ormai celebre festività di Santa Rosa.
Possiamo paragonare Viterbo a un hotel: ogni giorno in cui una stanza rimane vuota non si realizza un potenziale profitto, e lo stesso vale per la nostra città: ogni giorno che non arrivano turisti, che non si propongono iniziative o che qualche museo rimane chiuso (come successo qualche tempo fa a Villa Lante), non solo è un’entrata mancata, ma è una pessima figura che mette in cattiva luce la città tutta.
Molto lavoro c’è da fare ma abbiamo le potenzialità per aspirare ad essere una città più florida, con benefici per commercianti, imprenditori e cittadini.
Enrico Cavarischia, candidato al consiglio del Comune di Viterbo
a supporto di Luisa Ciambella sindaco
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