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Elezioni comunali 2018 - Viterbo - Interviene Oliviero Sorbini, candidato Area Civica

“Nessun fastidio che Rossi abbia detto che Fini è stato un grande politico…”

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Oliviero Sorbini

Oliviero Sorbini

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Sfogliando la rassegna stampa, mi sono imbattuto in un titolo: “Fini grande politico…” Il contesto era un’intervista a Filippo Rossi nella redazione di Tusciaweb.

Alla terza telefonata e al secondo sms (tutti cortesi, sia ben chiaro) incentrati sul concetto del “se non mi fossi pentito di appoggiare Filippo Rossi come sindaco di Viterbo”, ho deciso di scrivere.

Non mi dà alcun fastidio che Filippo Rossi abbia affermato, nell’intervista a Tusciaweb, che a suo parere Gianfranco Fini sia stato un grande politico. Anche se provengo da una famiglia di radicata tradizione antifascista, per me non è questo un problema. E spiego il perché.

Su Fini, ho, anche io sostanzialmente, una buona opinione. Nella mia vita professionale ho conosciuto decine di ministri e leader politici. Ho potuto constatare che Fini, a differenza dei più, si è sempre comportato come una persona educata. Cosa rara, mi si creda.

A parte questo, ha il più importante merito di aver condotto una componente sensibile degli italiani alla vita democratica. Il Movimento sociale italiano costringeva milioni di italiani in una gabbia pericolosa e anacronistica.

Quando è stato “mandato in pensione”, di fatto, Gianfranco Fini, a mio parere, non era più neanche un uomo di destra (più progressista lui su alcuni argomenti di parte degli esponenti della sinistra ufficiale). E le sue scelte le ha pagate duramente in prima persona.

Sono altre le cose che mi danno fastidio, cari amici che mi ricordate la mia provenienza antifascista. Per esempio non condivido la scelta fatta ormai una decina di anni fa di intitolare la tangenziale a Giorgio Almirante. Ho l’impressione che sia stata una scelta imposta da poche persone al momento al governo della città. Ma posso lo stesso dormire tranquillamente. Non approvo, ma prendo atto.

Ci sono, invece, cose più fastidiose per me, nel tornare a respirare la quotidianità di Viterbo dopo tanti anni. Ne scelgo una, che si collega a quei diritti dei cittadini che abbiamo inserito fra i punti programmatici delle liste Area Civica e Viva Viterbo. Qualche giorno fa, in un mio intervento pubblico, avevo anticipato che la mia prossima riflessione sarebbe stata incentrata sul concetto di “diritti dei cittadini” e sul “rispetto per i Viterbesi”.

Il 23 marzo è accaduto qualcosa, secondo me, di quantomeno discutibile. Forse anche censurabile, a meno che non vengano fornite spiegazioni, al momento assenti. Due alti funzionari del ministero dell’Interno sono intervenuti a una cena di una forza politica locale.

Matteo Salvini (onorevole ma non ancora ministro né rappresentante in alcun modo del governo in quei giorni), visita Viterbo, tiene il suo bel discorso e quindi va a una cena con i suoi sostenitori. Accanto a lui, lo vediamo nelle fotografie, ci sono il prefetto ed il questore di Viterbo. Certo girava già voce che Salvini sarebbe diventato ministro dell’Interno, però… non lo era ancora.

Mi dà fastidio che nessuno abbia domandato loro per quali motivi di servizio o per il bene della collettività fossero a quella cena. A parer mio, notoriamente ingenuo, i cittadini dovrebbero avere diritto a conoscere tali motivi, se esistono.

Il diritto alla trasparenza dei comportamenti e delle scelte delle autorità istituzionali. La forma, in democrazia, è importante. Mi domando, seriamente, come mai nessuno abbia posto il quesito. Sono il solo a provare curiosità e qualche dubbio sulla scelta dei due alti funzionari dell’amministrazione pubblica?

Questa mia “solitudine”, cari amici antifascisti, mi dà fastidio e non certo l’opinione di Filippo Rossi su Gianfranco Fini. 

Oliviero Sorbini
Candidato Area Civica per Filippo Rossi sindaco


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3 giugno, 2018

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