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Sport - Calcio - Serie C - Intervista a Piero Camilli su passato, presente e futuro della Viterbese

“La serie B? A Grosseto dopo tre anni di C…”

di Samuele Sansonetti
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Sport - Calcio - Viterbese - Piero Camilli

Sport – Calcio – Viterbese – Piero Camilli

Sport - Calcio - Viterbese - Il patron Piero Camilli

Sport – Calcio – Viterbese – Piero Camilli

Sport - Calcio - Viterbese - Piero Camilli e i suoi figli Luciano e Vincenzo

Sport – Calcio – Viterbese – Piero Camilli e i suoi figli Luciano e Vincenzo

Sport - Calcio - Viterbese - I tifosi del gruppo Leoni gialloblù con Piero Camilli

Sport – Calcio – Viterbese – I tifosi del gruppo ‘Leoni gialloblù’ con Piero Camilli

Sport - Calcio - Viterbese - Il patron Piero Camilli

Sport – Calcio – Viterbese – Piero Camilli

Sport - Calcio - Piero Camilli e Claudio Lotito

Sport – Calcio – Piero Camilli e Claudio Lotito al premio Calabrese 2018

Acquapendente – “Pronto? Sono impegnato, la richiamo io”.

Il telefono del suo ufficio squilla parecchio e non potrebbe essere altrimenti. D’altronde, come ripete spesso, si vive di lavoro mica di calcio.

Piero Camilli è sindaco di Grotte di Castro e patron della Viterbese ma soprattutto imprenditore. La sua roccaforte è la Ilco di Acquapendente, azienda leader nel settore dell’allevamento e della macellazione degli ovini.

Oltre a quest’ultima c’è anche il calcio e non c’è da sorprendersi se a volte, quando gli impegni lo permettono, fa una breve visita all’allenamento pomeridiano della sua squadra, specialmente nei periodi più importanti della stagione.

Dopo cinquantuno partite (viste tutte in prima persona), un quinto posto in campionato, una finale di coppa Italia persa immeritatamente e un quarto di finale dei playoff, per il numero uno della Viterbese è giunto il momento di tirare le somme. In attesa di un nuovo capitolo da scrivere, ma questo è un altro discorso.

Presidente, partendo dalla dalla fine… Un playoff esaltante con le vittorie su Pontedera, Carrarese e Pisa (andata e ritorno). Peccato per l’uscita col Sudtirol.
“Onestamente siamo usciti male. Se rigiochiamo con quelli vinciamo sempre. Eravamo stanchi e loro riposati. Abbiamo fatto due cavolate in casa e anche l’arbitro ci ha messo suo. Se entra il palo di Jefferson e Gyasi viene espulso la musica cambia. Siamo usciti per piccoli particolari”.

Tornando all’inizio. Il primo allenatore è stato Bertotto, che nelle prime battute non è dispiaciuto.
“Ha iniziato bene ma piano piano è peggiorato. La crisi vera però è arrivata a gennaio: ci serviva un’alternativa a Jefferson e non l’abbiamo trovata. Stesso discorso per Musacci. Solo Rinaldi ha rinforzato veramente il reparto dove gioca”.

Subito dopo è arrivato Nofri. Una parentesi breve dove la squadra è peggiorata.
“Nofri ha fatto malissimo. La categoria conta eccome. L’avevo richiamato con tanto entusiasmo ma non è riuscito a fare bene”.

La soluzione definitiva è stata portata in dote da Sottili. Per lui 33 panchine con 17 vittorie, sette pareggi e otto sconfitte.
“Sottili è un ottimo allenatore ma poco lineare. Col Sudtirol qualche errore l’ha fatto. Calderini è bravo sulla fascia, se lo metti come seconda punta non va. Mosti è un bravo giocatore e un bravo ragazzo ma in una partita del genere secondo me non doveva giocare”.

Sarà difficile trattenere due come Iannarilli e Baldassin.
“Sui singoli preferisco non dire nulla. Mando un grosso abbraccio a tutti perché tutti hanno dato il loro meglio. Molto bene la difesa e molto bene tanti altri. Qualcuno se ne andrà serie B e mi fa piacere. Al posto loro ne prenderemo altri”.

Come mai la scelta di portare i giocatori a vivere lontano da Viterbo?
“Il discorso è sempre lo stesso: a Viterbo non ci sono strutture. Non c’è niente. Sportivamente è un paese da terzo mondo. Alla Vam ti devi allenare in mezzo a elicotteri ed esercitazioni militari e in più non ci sono nemmeno le docce. E’ impensabile. A Grotte di Castro ci sono campo, piscina e attrezzature necessarie. E’ stata una scelta logistica”.

Novità sul campo di allenamento al Pilastro?
“L’iter è andato un po’ avanti. Dal comune hanno inviato dei documenti sbagliati e sono ancora in attesa del parere della Lega nazionale dilettanti”.

L’anno scorso la mancata cessione ha portato a una sorta di rifondazione. Nel 2018-2019, se deciderà di rimanere, si punterà sulla continuità?
“Si ripartirà con una buona base ma vediamo. Dopo questa stagione non è che ho tanta voglia. Ho fatto la guerra contro i mulini a vento. Se avessi portato la Viterbese a Tarquinia, Montalto di Castro o Acquapendente ci sarebbe stata più gente. A Viterbo mancano alcune generazioni di tifosi. Allo stadio ci sono i bambini che sono i supporter del futuro ma i viterbesi del ’70, ’80 e ’90 no perché sono abituati ad anni e anni di fallimenti”.

Si partirà con o senza Sottili?
“Per parlare di conferme è ancora presto. Venerdì facciamo una cena con giocatori e sponsor per salutare tutti. Poi ci sono da pagare gli ultimi stipendi e vedere come siamo messi. Dopo ci penseremo ma in giro ci sono mille allenatori e diecimila giocatori. L’importante è non sbagliare chi prendere”.

Ha spesso dichiarato che le piacciono gli attaccanti rustici. Uno come Marotta le potrebbe interessare?
“Marotta l’ho avuto a Grosseto. Fa pochi gol e gira parecchio per il campo. Meglio uno alla Pinilla. Jefferson se sta bene è il miglior attaccante della serie C e va riconfermato. Dietro di lui va messo uno vero. Giovane e forte. Anche se Birmark non ha fatto male”.

Le ultime partite contro Pisa e Sudtirol hanno riportato la gente allo stadio in maniera massiccia.
“E’ vero. Specialmente nelle ultime gare allo stadio c’era tantissima gente. Sono contento. Mi ha fatto piacere. Dovrebbe essere sempre così”.

Arbitri. In serie C c’è molta incompetenza. Basta vedere quello che è successo alla Viterbese in varie occasioni ma anche, tra le tante, alla Reggiana sul campo del Siena.
“C’è tanta incompetenza ma anche un pizzico di malafede. Per quanto riguarda la Viterbese ad Alessandria c’è stata malafede mentre a Bolzano poco carattere. L’arbitro ha pensato che non poteva buttare fuori un giocatore al 45′ minuto e ha deciso di graziarlo. Guarda caso nel corso dell’intervallo l’allenatore lo ha lasciato negli spogliatoi. In undici contro dieci sullo 0-0 sarebbe stata un’altra partita”.

Dopo l’addio all’Alessandria si parla di un interesse della Viterbese per Marcolini.
“A oggi no. Prima devo parlare con Sottili. Leggo che lo cerca anche il Venezia e staremo a vedere. E’ ancora presto per parlare di allenatori”.

Cosa pensa delle seconde squadre in serie C?
“Contrario al 100 percento. E’ un altro intrigo. Faccio un esempio: la seconda squadra della Roma non può giocare a Trigoria perché i tifosi mica possono entrare a Trigoria. Pensassero prima alla serie C. La stanno distruggendo”.

Per quanto riguarda i giovani in prestito la Viterbese ha buonissimi rapporti, tra le tante squadre di serie A, col Chievo Verona. La Roma e la Lazio?
“Con la Roma ho avuto un buon rapporto fino a quando c’era Sabatini. Ho buoni rapporti anche con Lotito ma la Lazio ha pochi giocatori. Vedremo in futuro”.

Per concludere. La Viterbese in serie B: un sogno o una possibilità?
“Sono sincero: quest’anno un pensierino ce l’ho fatto. E’ molto difficile. A Grosseto ci sono arrivato dopo tre anni di serie C1: nel secondo abbiamo perso la finale dei playoff mentre nel terzo abbiamo vinto il campionato. Ecco, se vinci in campionato è un conto ma quando arrivi nei playoff è soprattutto politica. Gli arbitri a noi ci hanno massacrato”.

Samuele Sansonetti


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7 giugno, 2018

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