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Vetralla - Dario Bacocco e Giulio Zelli Menegali contro l'amministrazione comunale

“L’aumento della Tari oltrepassa ogni idiozia amministrativa”

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Dario Bacocco

Dario Bacocco

Vetralla – Riceviamo e pubblichiamo – L’armata Coppari ci ha abituato in questi due anni a mostruosità e aberrazioni amministrative senza precedenti: ricorsi fantasiosi al Tar bocciati e pagati dai cittadini, concorsi a porte chiuse, richieste lampo di manifestazioni d’interesse pubblicate a ferragosto, bandi regionali vinti a novembre (in piena campagna elettorale) e poi revocati a marzo sulla base di inattuabilità tecniche già appurate due anni prima dalla precedente amministrazione, una società partecipata che si pretende di salvare travasando i suoi utili nel bilancio dell’ente e destinandola al fallimento, strade comunali asfaltate senza studi preventivi ma a gusto della giunta, e chi più ne ha più ne metta.

Ma l’aumento delle tariffe della Tari oltrepassa ogni limite di idiozia amministrativa. La tesi propalata da volenterosi, civici e piddini asserragliati dentro la casa del comune, è la seguente: l’aumento si giustifica con la predizione di una sentenza negativa avverso il comune di Vetralla, per un ricorso avviato già nel 2015 contro l’aumento delle aliquote per il conferimento dei rifiuti. E la cosa fa già ridere così.

Dopo essersi improvvisati giuristi e – purtroppo – amministratori, i volenterosi del circolo bocciofilo si scoprono cartomanti. Sulla base di quali informazioni in loro possesso anticipino sentenza e addirittura cifra (stimata in 450mila euro) non è dato saperlo. Ma è dato sapere, per semplice buon senso e competenza amministrativa, che in giurisprudenza e nel Tuel l’autonomia tributaria degli Enti è legata ai servizi da loro erogati, non alle predizioni fantasiose dei propri amministratori ignoranti.

Per quello esiste un altro dispositivo giuridico, il debito fuori bilancio, che può essere attuato (e viene di fatto sempre attuato) nei casi di obbligazioni contratte in maniera difforme dallo schema contabile predisposto. Una sentenza di questo tipo sarebbe rientrata in pieno nella casistica e votata, probabilmente all’unanimità, dal consiglio comunale. Altro palese errore amministrativo: gli avanzi di bilancio possono essere utilizzati per coprire (in ordine di priorità è il primo caso previsto dalla legge) un debito fuori bilancio già accertato, non certo uno profetizzato dalla giunta, in caso contrario non possono essere accantonati ma iscritti nel bilancio di previsione dell’anno successivo.

Cioè i brillanti consiglieri del sindaco Coppari stanno prelevando dalle tasche dei cittadini vetrallesi dei soldi che non coprono alcun servizio attualmente erogato e non possono essere accantonati perchè, semplicemente, non c’è ancora alcuna sentenza. Altra perla sulla quale continuano ad insistere come bambini capricciosi. L’assessore competente dichiarò candidamente in consiglio che il bando sui rifiuti dell’amministrazione precedente (stilato da emeriti professionisti e giudicato tecnicamente valido anche dall’attuale vicesindaca, allora membro della commissione di valutazione) “non ci piace” e che quindi volenterosi, civici e piddini avrebbero sospeso l’aggiudicazione. Il non ci piace del brillante assessore che oggi ci mette la faccia è costata una figura barbina al comune di Vetralla al consiglio di stato e ai vetrallesi 25mila euro di spese legali. Ma qualcosa deve ancora non piacergli in un bando giudicato ineccepibile e adeguato al territorio dal Tar, perchè annunciata per maggio la raccolta secondo il nuovo sistema ora dovrebbe partire a luglio. E speriamo che almeno stavolta i tarocchi di Coppari ci azzecchino!

Il sindaco Coppari, che è persona di buon senso, dovrebbe ammettere che la misura è colma. La sua amministrazione, animata certo da buone intenzioni, ha creato in due anni uno scompenso, una confusione, un senso di approssimazione e sconforto mai visti a Vetralla. Il nostro invito è quindi a dimettersi e aprire una nuova stagione amministrativa per il paese, che non merita questo stillicidio di ignoranza e incapacità.

Dario Bacocco e Giulio Zelli Menegali


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10 giugno, 2018

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