Viterbo – Chiara Frontini e Giovanni Arena per Casapound pari sono. Nel senso che nessuno dei due candidati sindaco ha superato la prova ballottaggio. Quindi, il partito non darà indicazioni di voto, in vista dell’appuntamento di domenica prossima, quando i viterbesi saranno chiamati a scegliere il prossimo primo cittadino.
La posizione ufficiale del partito l’ha spiegata Claudio Taglia, che con Casapound ha corso per il ruolo che adesso i due si stanno contendendo. “Indicazioni non ne diamo – spiega Taglia – gli elettori sono liberi di decidere, come abbiamo sempre fatto, essendo un movimento che si rifà a una cultura di destra”.
Né l’uno, né l’altro, ma nemmeno un no a prescindere per l’uno o per l’altro. Non una decisione netta. Una sorpresa. Non per i militanti. “L’invito ad andare al mare – spiega Taglia – appartiene a un vecchio modo di fare politica. Lasciamo liberi gli elettori, mi pare un esempio d’alta democrazia. Ervin Di Maulo rafforza il concetto: “Quel termine, andare al mare, non ci piace”. Ancora meglio: “Non ci appartiene come tradizione”, sottolinea Umberto Ciucciarelli.
Quindi, anche capire, se non il candidato, quale tra i due programmi per la città più si avvicina a Casapound, è complicato. “Noi – sottolinea Taglia – non ci troviamo con tutte e due le proposte”.
Una variabile, forse avrebbe potuto portare Casapound a Viterbo verso una decisione diversa: “Se ci fosse stato un candidato sindaco della Lega – ipotizza Di Maulo – magari avremmo scelto diversamente”. Perché la simpatia verso il partito di Salvini, c’è. Ma a livello nazionale.
“Facciamo un apprezzamento al governo – spiega Taglia – che con le scelte attuate fin qui da Salvini si avvicina alle nostre posizioni”. Ma a Viterbo: “Ci fa pensare – continua Taglia – laddove si è votato per il rinnovo delle amministrazioni comunali, praticamente ovunque la Lega è risultata primo partito. Solo da noi non accade e solo da noi Forza Italia è riuscita ad arrivare prima.
Ci fa sorridere l’arrivo di Salvini in città a sostenere un candidato di Forza Italia, quando il partito di Berlusconi è all’opposizione a livello governativo. Qualche imbarazzo agli elettori della Lega, lo crea.
Pure nel programma, non ho letto, ad esempio, le intenzioni sugli Sprar. Mi stupisco. Come fa un elettore della Lega a riconoscersi in un programma in cui l’immigrazione, problema molto sentito dalla nostra comunità, non è affrontato come dovrebbe?”.
Casapound non entra in consiglio comunale a palazzo dei Priori per un soffio. “Ci sono mancati sessanta voti – ricorda Taglia – non ce l’abbiamo fatta, scontiamo anche un’organizzazione che non è a livello dei partiti più grandi. Sessanta voti su 66 seggi, ci sarebbe bastata una scheda per ognuno e ce l’avremmo fatta. Purtroppo a livello di rappresentanti di lista non abbiamo la forza che altri possono mettere in campo”.
Taglia è rammaricato. Non per sé. “Non sono dispiaciuto per non essere arrivato in consiglio, ma per la nostra comunità. C’è rammarico, perché non avremmo fatto sconti su nulla, a cominciare dalla desertificazione del centro storico, da combattere. Avevamo idee precise”.
Una consolazione si trova. “Abbiamo più che triplicato la nostra percentuale – osserva Taglia – siamo passati dallo 0,9% di cinque anni fa al 3,15%. Siamo la quinta forza politica del territorio e a breve avremo altre scadenze elettorali”.
A Viterbo no, ma nella vicina Vallerano, Casapound entra in consiglio comunale. Erano due le liste. Sarà all’opposizione. “Con 331 preferenze – ricorda Taglia. Un plauso ai camerati di Vallerano e un ringraziamento agli elettori che hanno voluto dare una risposta a un’accozzaglia che si è presentata al voto, come quella a Viterbo, la riproposizione di Marini”.
Nel capoluogo promettono di vigilare. “Le terme, ad esempio fanno parte di tutti e due i programmi, vedremo cosa saranno capaci di fare”.
Taglia con Casapound è stato candidato a regionali e politiche, quindi la scelta di proporsi come sindaco. E adesso? “L’ho detto presentandomi – conclude Taglia – in questo partito chi entra non chiede, ma dà. Io ho dato il mio contributo. Farò sistema fin quando mi sarà chiesto un impegno in prima persona, altrimenti sarò al fianco dei militanti”.
Giuseppe Ferlicca
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