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Viterbo - Marco Trulli, presidente Arci, nella giornata del rifugiato - I progetti d'integrazione e la difficile situazione non solo nel capoluogo

“C’è tanto odio che spesso ci viene gettato addosso”

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Viterbo – (g.f.) – “L’Italia, così come Viterbo, soffre di una demagogia imperante”. È la giornata mondiale del rifugiato e il presidente Arci Viterbo e Lazio Marco Trulli racconta quanto l’associazione ha portato avanti per accogliere e integrare. Non nascondendo il momento complicato che il paese sta attraversando.

“C’è odio sui social network – continua Trulli – odio che spesso ci viene buttato addosso, come vomito. Espressioni pronunciate senza pensare o riflettere a cosa si scrive o si dice”. Per l’Arci, andare controcorrente in questa situazione, è l’unica direzione possibile.

Arci - La giornata mondiale del rifugiato

“Abbiamo l’obbligo di portare avanti una missione delicata e controcorrente – continua Trulli – dare risposte diverse rispetto al rumore e al baccano alimentati dalla politica e dai media. Ma la politica, qualche rischio se lo vede prendere, andando oltre il limite dei cinque anni di mandato. Sta a noi dare una risposta che sia pensata”. Seppure complicata.

“Una risposta che guarda al futuro e a una comunità più coesa e che cerca di condividere la presenza di persone, un percorso d’integrazione, come quello che abbiamo costruito. Abbiamo fatto molto, forse raccontato meno”.

L’incontro, stamani, nella sala Regia di palazzo dei Priori. “Abbiamo deciso d’essere presenti nella sede del comune – spiega Alessandra Capo, direttore Arci Solidarietà – che fa parte della rete del progetto Sprar. Appoggiato dall’amministrazione uscente”.

Marco Trulli

La giornata mondiale del rifugiato quest’anno assume un aspetto particolare. “Stiamo attraversando una fase in cui vediamo strumentalizzati come mai avremmo immaginato, i temi dell’immigrazione e dell’accoglienza”.

Lo Sprar è portato avanti da 17 anni. “È strutturato – continua Capo – e molto solido, per accogliere nel modo giusto”. Sono 11 i comuni nella Tuscia che hanno aderito. “Un modello d’accoglienza diffusa sul territorio, con piccoli gruppi, evitando grosse concentrazioni ma favorendo un processo d’integrazione. A cominciare dal condominio in cui sono accolti. Arrivando. non troviamo il tappeto rosso, ma esiste un percorso. Ci si avvicina lentamente, ci si conosce. Quello che posso dire e che è sempre accaduto, è una buona accoglienza”.

Alessandra Capo

La giornata è anche l’occasione per raccontare, come nel concreto si attua il processo d’integrazione. Laboratori, anche artistici, corsi. “Tra gli altri, ricordo Ortolando, in istituti scolastici, per lavorare con bambini, operatori, insegnanti e le persone accolte. Insieme, raccontandosi. Un passo verso la conoscenza. O i corsi, come quello di falegnameria”. Diversi realizzati con aziende viterbesi. In sala Regia, la testimonianza di diversi imprenditori.

In sala ci sono anche il sindaco di Viterbo Leonardo Michelini e il collega di Acquapendente Angelo Ghinassi. C’è pure l’assessore Antonio Delli Iaconi.

Arci - La giornata mondiale del rifugiato

“Sono alla fine del mandato – dice Michelini – e consegnerò al mio successore la fascia. Io vorrei richiamarmi a dichiarazioni di secoli fa. La saggezza è dispensare in modo fruttuoso le nostre ricchezze, non materiali. Quelle ricevute da secoli di storia. Dobbiamo ricordare anche qualcosa della nostra storia. Associazioni che svolgono questo ruolo in un momento particolare, vanno evidenziate”.

Tra i corsi che l’Arci ha realizzato, c’è quello di muletto e stamani ai partecipanti, la consegna dei riconoscimenti.


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20 giugno, 2018

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