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Agricoltura - Iniziativa di comune, Unitus, Arsial e imprenditori locali per inserire l'ortaggio nel registro delle specie autoctone

Carciofo ortano, si apre la strada dei fondi regionali

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Mario Ciaffi

Il professor Mario Ciaffi

 

Conferenza sul carciofo ortano

Conferenza sul carciofo ortano

Orte – Il carciofo ortano sarà presto iscritto nel registro delle specie autoctone e riceverà, così, le credenziali per accedere ai finanziamenti del Programma di sviluppo rurale del Lazio. 

Lo hanno annunciato mercoledì pomeriggio i tecnici dell’Arsial, presenti a Orte per comunicare i risultati dello studio sull’ortaggio coltivato sulle rive del Tevere, condotto di concerto con il Dibaf – Dipartimento per l’innovazione dei sistemi biologici, agroalimentari e forestali dell’università della Tuscia, con il comune di Orte e con alcuni agricoltori locali.

Il lavoro di ricerca è stato illustrato dal responsabile delle analisi, Mario Ciaffi, docente di genetica forestale alla facoltà di Agraria dell’Unitus. Presenti alla conferenza anche il dottore forestale Alberto Del Lungo, l’imprenditrice agricola Barbara Vitali, la responsabile del settore biodiversità dell’Arsial Maria Teresa Costanza, i tecnici Arsial Stefano Paoletti, Sara Paoletti e Paola Taviani, il ricercatore universitario Giulio Catarcione e gli assessori del comune di Orte Daniele Proietti e Claudia Paolessi.

L’ingresso del carciofo ortano nell’Rvr – Registro volontario regionale dell’Arsial segue un iter ben preciso. Il registro comprende le specie animali e vegetali autoctone presenti sul territorio da almeno 50 anni a concreto rischio d’erosione. Attualmente ne sono state riconosciute 226.

Le varietà iscritte nell’Rvr godono di speciale tutela per effetto della legge regionale 15/2000 e sono premiate dai fondi del Psr – Programma di sviluppo rurale.

Per accedere al patrimonio di specie protette, le risorse animali o vegetali vanno segnalate all’Arsial, che avvia i controlli necessari per censirle e certificarne l’effettiva caratterizzazione, attraverso tecnici propri o altri istituti di ricerca, come ad esempio l’università. Una volta caratterizzate, le risorse vengono iscritte nell’Rvr da un’apposita commissione tecnico-scientifica.

Il carciofo ortano ha completato la fase di caratterizzazione e adesso, a detta dei tecnici Arsial, potrebbe entrare nel registro volontario già entro la fine del 2018. A quel punto, sarà possibile partecipare ai bandi regionali per chiedere i contributi erogati dal Psr.

L’assessore all’Agricoltura del comune di Orte, Daniele Proietti, ha chiuso la conferenza. “Finalmente abbiamo una mappatura ufficiale del carciofo ortano – ha annunciato -. In questo modo gli agricoltori locali potranno iniziare a coltivare e diffondere il prodotto in maniera tutelata: il carciofo ortano, infatti, ancora oggi si trova esposto sui banchi dei mercati ortofrutticoli fino a Roma, ma in realtà si tratta di un prodotto non riconosciuto ufficialmente”.

“Il nostro obiettivo – ha concluso l’assessore – è creare una filiera produttiva che coinvolga agricoltura e turismo, attraverso l’opera dell’amministrazione pubblica e degli imprenditori locali di vari settori: dal primario alla ristorazione, fino all’alberghiero”.

Alessandro Castellani


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22 giugno, 2018

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