Montefiascone – (m.m.) – “I lavori di riqualificazione del lungolago hanno tutte le autorizzazioni e i permessi necessari”.
Il consigliere della Lega, Angelo Merlo, interviene in merito ai lavori eseguiti nel tratto di lungolago in località Monterotondo, quando ne era il delegato.
“Da giorni – spiega Angelo Merlo – circolano voci nel paese in cui gli interventi di rivalutazione svolti nella parte dell’arenile nella zona della ‘Gabelletta’ sono stati realizzati senza le prescritte autorizzazioni. Queste voci probabilmente sono state create ad hoc da noti politici e personaggi locali. Rimarco che i lavori sono stati eseguiti con l’acquisizione dei permessi necessari che sono a disposizione di chi voglia prenderne visione presso gli uffici comunali. Per cui prima di dare adito a dicerie infondate sarebbe stato corretto per tutti effettuare gli opportuni accertamenti anche per non cadere nel ridicolo da parte di chi esercita una funzione pubblica”.
In particolare gli interventi effettuati sul lungolago hanno riguardato la creazione di un’area verde, la ripulitura di alcuni rovi, la costruzione di una lunga staccionata e la conseguente creazione di un pista ciclabile e pedonale. Angelo Merlo aggiunge: “Sottolineo che gli amministratori svolgono una funzione di indirizzo politico-amministrativo, invitando gli uffici competenti ad attivarsi sulla base degli obiettivi prefissati. Quindi non doveva essere il consigliere delegato ad acquisire tutti i permessi necessari ma bensì gli uffici preposti”.
Il consigliere Merlo è inoltre critico in merito alla scelta del comune di Montefiascone di non procedere al ricorso in una causa civile presso il tribunale di Viterbo riguardante un’area demaniale: “Credo che la giunta, visto che aveva, fin dall’inizio, deliberato un impegno di causa, avrebbe dovuto continuare ricorrendo in appello fino al terzo grado di giudizio, al ricorso possessorio presentato da un cittadino. Spettava all’autorità amministrativa, essendoci stati validi presupposti, la tutela dei beni che fanno parte del demanio pubblico, come si evince dall’articolo 823 del codice civile. In questo modo, la possibilità di riaprire la cosiddetta strada Ciucciara, con la conseguente possibilità di collegare il lungolago alla strada Cassia, è svanita. A questo punto non resta che rimettere nelle mani del sindaco la decisione di adottare un’eventuale ordinanza, che già in passato avrebbe dato i suoi frutti, senza ricorre ad alcuna spesa”.
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