![]() I festeggiamenti per il 25 aprile </p> |
– “Il 25 aprile simbolo di unità per tutta la nazione”.
Con la deposizione di una corona d’alloro alla lapide di Paolo Braccini alla scuola Sottoufficiali dell’esercito a Viterbo, il Comune di Canepina ha commemorato la festa della liberazione.
Lo stesso gesto, poi, durante la mattinata è stato compiuto in tre monumenti che nel centro cimino ricordando le vittime della grande guerra e quelle del bombardamento del 6 giugno 1944, che causò 117 vittime.
Alla cerimonia a Viterbo, oltre ad una delegazione di Canepina guidata dal sindaco Maurizio Palozzi, erano presenti il sindaco di Viterbo Giulio Marini, il presidente della Provincia Marcello Meroi, il prefetto Antonella Scolamiero e il questore Gianfranco Urti.
Quello alla scuola sottoufficiali dell’esercito è un appuntamento ormai consolidato, che vuole ricordare la memoria del partigiano Paolo Braccini, nato a Canepina, membro del Comitato di Liberazione del Piemonte, arrestato insieme ad altri tre partigiani nell’aprile del 1944 all’interno della sacrestia del Duomo della città sabauda e fucilato al Martinetto.
Braccini, di origine umbre e figlio del medico condotto del paese, visse a Canepina fino all’adolescenza, per poi trasferirsi prima a Milano e poi a Torino, dove era veterinario.
“Paolo Braccini – dice il sindaco di Canepina, Maurizio Palozzi – deve essere di esempio per tutti noi. Come ha scritto Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera, se in tutte le scuole si leggessero le lettere dei condannati a morte del Martinetto, le polemiche sul 25 aprile finirebbero subito. Si tratta di una festa che è e deve essere di tutta la nazione, perché su di essa si fonda il nostro vivere civile, dal 25 aprile è nata la nostra Costituzione”.
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