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La manifestazione si snoderà dal 29 giugno al 14 luglio da piazza delle Erbe al quartiere di Pianoscarano

Caffeina, una cittadella della cultura nel cuore di Viterbo

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La conferenza stampa di presentazione di Caffeina

La conferenza stampa di presentazione di Caffeina

La conferenza stampa di presentazione di Caffeina

– Oltre 4 chilometri di cavo elettrico, 250 kw di corrente richiesta, 15 palchi, da piazza delle Erbe al complesso di San Carlo. E poi oltre 4mila sedie, 50 microfoni, 60 fari, 360 metri quadrati di moquette, 400 metri quadrati di fondali, 24 pannelli trifacciali, 6 totem, 3 logo-sculture, decine di panchine, 66 stand.

Sono questi alcuni numeri del parco di divertimenti culturali che è ormai Caffeina, di cui la cittadella è la sua espressione urbana.

Una cittadella, pensata dallo staff guidato dall’architetto Giovanni Cesarini, che parte dal cuore di Viterbo (Piazza delle Erbe), per arrivare a Pianoscarano e che durante i giorni della manifestazione (29 giugno – 14 luglio 2012) sarà la più grande isola pedonale mai esistita in città.

Visti i numeri dello scorso anno, la curiosità che è propria di Caffeina Cultura e il “dovere di crescere” per soddisfare esigenze sempre più diverse, la cittadella nel 2012 si dilata fino a comprendere quasi mezzo centro storico.

Ormai superato da anni l’ambito prettamente locale, la filosofia logistica ha tenuto conto di come rendere fruibile la città anche ai non viterbesi e per questo gli ingressi di Caffeina diventano tre: la classica Piazza del Plebiscito e le due novità rappresentate da Porta del Carmine e Porta San Pietro, che hanno lo scopo di dilatare i visitatori ben oltre gli spazi dello scorso anno e hanno il vantaggio di essere vicinissimi ai parcheggi.

Non a caso ci sono nuove location per gli incontri: Piazza delle Erbe, il cortile di Palazzo dei Priori, il cortile di Palazzo dell’Abate (Porta San Pietro), il complesso di San Carlo (Porta del Carmine). Altra novità rilevante è la fiera, che diventa parte integrante di Caffeina, ne amplia l’offerta di svago e divertimento che il festival garantisce.

Si cercano e riscoprono inoltre luoghi inusitati: il complesso del San Carlo e Pianoscarano o il Palazzo dell’Abate, dove Caffeina fa riaprire l’antichissima via del Colle chiusa dal ‘700. Tutto questo dispiegamento di forze non nasce dal nulla, ma esiste un vero e proprio “Modello Caffeina” in cui lavorano per tutto l’anno circa 50 persone divise per competenze: l’area artistica diretta da Filippo Rossi con la collaborazione della responsabile del programma Paola Pieragostini aiutata da una redazione impegnatissima tutto l’anno; l’area esecutiva diretta da Andrea Baffo con la preziosissima collaborazione dell’architetto Giovanni Cesarini e di Claudio Celestini, nella quale collaborano due ingegneri, un architetto, due geometri, consulenti per l’impiantistica, per la sicurezza, per la vigilanza e l’antincendio, registi, fonici e microfonisti.

È questa seconda area che riesce a far sorgere ogni anno la cittadella di Caffeina, una sorta di “parco divertimenti culturali” in grado di accogliere ogni giorno migliaia di persone. Esistono tre squadre specializzate dedicate alla parte elettrica, ai montaggi delle strutture e ai palchi e strumentazioni.

A fianco di questa area gira tutta la squadra dei grafici dei creativi e degli addetti al marketing, mentre la macchina organizzativa a pieno regime durante il periodo del festival conta non meno di 200 persone tra responsabili delle arene, volontari, trasportatori, autisti, segretarie, hostess, addetti stampa.


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26 aprile, 2012

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