![]() Il consigliere comunale Francesco Simoncini |
![]() Andrea Marcosano |
– La quarta commissione guarda a Destra.
Eletto stamani il nuovo presidente che prende il posto di Maria Antonietta Russo, nominata assessore. Arriva Francesco Simoncini, fresco di passaggio al partito di Francesco Storace dal Pdl. Una nomina non a sorpresa, ma da qualche giorno nell’aria. Segno dei nuovi equilibri che si stanno delineando nella maggioranza che sostiene il sindaco Giulio Marini.
La presidenza, infatti, doveva andare a un esponente Pdl vicino al primo cittadino, Andrea Marcosano. Il suo nome era dato per certo. Solo che nel frattempo la Destra a palazzo dei Priori ha visto passare il suo gruppo da uno (Augusto Turchetti) a tre (Federici e Simoncini in arrivo dal Pdl), quindi il nuovo peso specifico deve avere portato a una diversa scelta, con Marcosano (assente alla riunione) sacrificato.
Al posto di Maria Antonietta Russo (Pdl) arriva Maurizio Pinna della Lega Federalista, altro gruppo salito a tre membri. Fanno tutti parte della stessa maggioranza, ma il Pdl, partito di riferimento del sindaco, deve cedere qualche posizione.
Intanto sulla composizione delle commissioni è in atto una vera e propria guerra.
Il centrodestra sembra intenzionato a mantenere la proporzione che attribuisce il 60% nella composizione alla maggioranza e il rimanente alla minoranza. Equilibriooo modificatosi per effetto del passaggio di Goffredo Taborri dal Pdl all’Udc e pure per lo spostamento di Chicco Moltoni.
Ma quest’ultimo, essendo approdato per ora al gruppo misto, non sarebbe nel mirino della maggioranza. Secondo il capogruppo Udc Paolo Barbieri, il vero obiettivo è Taborri. Dovrebbe lasciare.
A tal proposito è stato richiesto anche un parere al ministero dell’Interno, contro il quale lo stesso Barbieri si è schierato contro e durante l’ultima riunione dei capigruppo non l’ha mandata a dire ai suoi interlocutori.
“E’ come se in Parlamento – osserva Barbieri – per effetto del passaggio della Bongiorno a Fli, le si chiedesse di lasciare la commissione che presiede.
Sono incarichi che rimangono, non esiste la sfiducia”.
Giuseppe Ferlicca
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