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Carabinieri - Operazione Irriducibili - La banda del jammer avrebbe prelevato 150mila euro da sportelli Atm in varie province

Scassinavano bancomat nella Tuscia, in nove nei guai

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Carabinieri - L'operazione Irriducibili - Sgominata la banda del jammer

Carabinieri – L’operazione Irriducibili – Sgominata la banda del jammer

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Carabinieri – L’operazione Irriducibili – Sgominata la banda del jammer

Viterbo – Furti in abitazione e furti aggravati, tra cui bancomat della provincia di Viterbo: in nove finiscono nei guai.

Ieri mattina i carabinieri della compagnia di Roma centro hanno concluso l’operazione “Irriducibili”, notificando nove ordinanze di misura cautelare ad altrettante persone: otto italiane e una tunisina. In due sono finiti in carcere, sei hanno l’obbligo di dimora nel comune di residenza e una l’obbligo di firma. 

Sono i presunti componenti della banda del jammer, che, secondo il gip della capitale, avrebbero compiuto numerosi colpi all’interno di case, gioiellerie, negozi e sportelli bancomat tra le province di Viterbo, Grosseto e L’Aquila. 

Un’indagine imponente, avviata nel 2016, che ha impegnato i carabinieri di Roma, Pescara, Castello di Cisterna e Forlimpopoli.

Nel corso dell’operazione, che ha permesso il recupero di circa 250mila euro di refurtiva, tra gioielli, monili e denaro contante, i militari hanno sequestrato due jammer, cioè disturbatori di frequenze.

Secondo la ricostruzione investigativa, questi apparecchi sarebbero stati utilizzati dalla banda per disabilitare le telecamere di sorveglianza degli esercizi commerciali da svaligiare, oltre che telefoni e radio nel raggio di diverse decine di metri.

Ancora più sofisticato sarebbe stato il metodo utilizzato per scassinare gli sportelli bancomat. I ladri avrebbero sostituito le serrature dei terminali Atm dei centri commerciali, più vulnerabili perché lontani dalle filiali, nei giorni successivi a quelli in cui le casse continue venivano ricaricate. Poi, travestiti da metronotte, si sarebbero infiltrati nei locali e, dopo aver riprodotto le chiavi d’apertura degli sportelli, avrebbero prelevato il denaro.

Sarebbe stata questa la procedura utilizzata per compiere, tra il 2010 e il 2014, almeno quattro furti di bancomat disseminati tra le province di Viterbo, Grosseto e L’Aquila, per un ammontare di circa 150mila euro.

La banda avrebbe compiuto anche un sensazionale furto da 220mila euro nell’abitazione di un pensionato, che avrebbe ingenuamente confessato di nascondere sotto al materasso tutti i risparmi della sua vita all’uomo poi accusato di essere il basista del gruppo.

Nel corso delle indagini sono state arrestate 14 persone in flagranza di reato e una persona è stata denunciata in stato di libertà per possesso di arnesi da scasso. I carabinieri avrebbero individuato la base logistica della banda, protagonista di 15 furti, tra compiuti e tentati, e il laboratorio dove sarebbero stati fabbricati gli attrezzi utilizzati nei colpi.


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29 giugno, 2018

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