– Quattro anni da sindaco. Per Giulio Marini non è stata esattamente una passeggiata.
Il 28 aprile del 2008 vinceva il ballottaggio cui era riuscito a portarlo Ugo Sposetti (Pd) e iniziava la sua non facile avventura a palazzo dei Priori.
“Sono stati anni difficili – spiega Marini- per la situazione generale, la crisi, un contesto negativo anticipato da noi con la situazione del Cev.
Stavamo facendo alcuni conti in questi giorni. Non sono state ritirate in questo periodo qualcosa come 246 licenze edilizie. All’interno c’è di tutto, dalla finestra da sistemare a cose più grandi. Fa capire come un mondo si sia fermato”.
Se l’aspettava una situazione simile prima di entrare in Comune? “No. I sentori della crisi c’erano, ma non così. In un contesto in cui noi stavamo risolvendo la situazione amministrativa del Cev.
Una vicenda difficile quella della società partecipata. Ma ben altro è arrivato. Quando Fitto mi convocò annunciandomi tagli agli enti locali del 10% in tre anni pensai, ora sono guai.
Invece i tagli veri sono arrivati poi. Quattro milioni e mezzo in meno di trasferimenti. L’idea è di una crisi drammatica”.
E adesso c’è l’Imu. “Questa tassa non ci voleva e ho fatto bene a non votare a favore in Parlamento, convinto come ero della sua negatività”.
La situazione delle casse comunali come l’ha trovata e quella odierna. “Per assurdo, noi avendo da risolvere il problema Cev, abbiamo cominciato ancora prima che la crisi esplodesse a stringere la cinghia.
I rubinetti erano già chiusi quando il peggio è arrivato. Eravamo preparati per via di altre vicende”.
Poco ha potuto fare, però, con pochi soldi. “Beh ci siamo dati da fare in ogni caso. La gara per la raccolta dei rifiuti, quella sulla pubblica illuminazione, i bus nuovi, la scuola a Santa Barbara, il ponte sulla Teverina, valle Faul. I tagli si vedono su alcuni aspetti, ma le opere pubbliche sono partite e altre partiranno”.
Guardando alla sua campagna elettorale, il grande assente è l’aeroporto. “La domanda è: il Comune ha fatto tutto il possibile per cercare di portare a casa il progetto? Dico che non ci siamo risparmiati. Ancora oggi stiamo mantenendo viva la possibilità. Non ci siamo arresi”.
Il termalismo, altro punto controverso. “Stiamo portando a compimento il progetto delle ex terme Inps. Una vicenda complessa”.
Civitavecchia sembra averci preceduto. “Quel complesso non inficia il nostro. Fanno un impianto, noi ne faremo altri. Se potessimo realizzare un polo termale Viterbo – Civitavecchia, dove sta il problema?”.
Ha davanti a se l’ultimo anno per questo primo mandato. Cosa si aspetta? “Innanzitutto il risultato del Plus per la riqualificazione del centro storico, la chiave finale della nostra azione nei cinque anni.
Abbiamo lavorato seriamente su questo progetto. Significa diversi milioni di euro, dopo tanto tempo è il giusto risultato per la città.
Di questo mi reputo particolarmente contento.
Ho visitato l’ex mattatoio, un recupero straordinario. Porta Faul sarà la porta principale della città, il biglietto da visita, con la riqualificazione dell’area.
Posso su questo essere più che soddisfatto per il risultato”.
Giuseppe Ferlicca
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