Las Palmas – (a.c.) – Tra i mesi di gennaio e aprile, 13 turisti svedesi e norvegesi in vacanza nelle isole Canarie sono stati colpiti da un’infezione provocata da un batterio estremamente resistente agli antibiotici, la Klebsiella pneumoniae.
L’Ecdc – Centro europeo per il controllo delle malattie ha lanciato l’allarme per una possibile epidemia, derivante dall’altissimo numero di turisti in visita alle Canarie, che potrebbero diffondere il batterio al rientro nei rispettivi Paesi di provenienza.
La Klebsiella è un micro-organismo che vive normalmente all’interno del corpo umano, ma quando ne esce può diventare patogeno. Ha un’altissima resistenza alle difese immunitarie dell’organismo che infetta e, per questo motivo, è particolarmente difficile da debellare e può provocare disturbi anche gravi.
I tredici turisti colpiti dall’infezione hanno tutti contratto il batterio nello stesso luogo, l’ospedale di Gran Canaria, e in effetti l’Ecdc conferma che al momento il rischio di contagio è accertato solo se si entra in contatto con quella specifica struttura sanitaria.
Tuttavia, vista la straordinaria affluenza di turisti nell’arcipelago (15 milioni all’anno), c’è pericolo che i visitatori contraggano la Klebsiella a loro insaputa durante le vacanze e poi, al ritorno a casa, possano dare vita a nuovi focolai sparsi in tutta Europa.
Il batterio può essere trasmesso mediante contatto della pelle con superfici contaminate, attraverso le feci, per via aerea e, in alcuni casi, per via sessuale o da madre a figlio.
L’infezione da Klebsiella pneumoniae provoca polmoniti, bronchiti e infezioni alle vie urinarie; una sua variante, la oxytoca, comporta invece insufficienza renale. In tutti i casi, si tratta di batteri molto resistenti alle terapie antibiotiche, per cui è assolutamente fondamentale isolare i pazienti infetti e rispettare in maniera scrupolosa le norme igieniche.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY