Tuscania – Riceviamo e pubblichiamo – “Maremmanza” di Pietro Benedetti è uno spettacolo teatrale sulle tradizioni tosco-laziali.
Andrà in scena a Tuscania domenica 15 luglio all’osteria Terziere di poggio a partire dalle 20.
Con Marco Betti, Pietro Benedetti e Marco Giovani alias Marcaccio- “Pillole” narrative di Paola Bertuccini, narratrice di comunità
Si tratta di tradizioni legate alla poesia improvvisata (ottava rima, stornelli), ma anche alla musica e all’enogastronomia.Il racconto segue il corso della transumanza dall’Appennino toscano, in particolare dal Casentino, verso la Maremma: quando ne ritornano, i pastori, guidati dai butteri, riportano storie di briganti e di lavoro duro.
La transumanza era una migrazione periodica che, obbedendo alle leggi della natura, dava alla pastorizia quella particolarità che la differenziava da ogni altra attività: il pastore appariva come un nomade, un solitario e silenzioso individuo che quasi rifuggiva dal mondo.
Una vita, la sua, fatta di notti passate sotto le stelle, acqua cotta a cena e nessuna comodità. La capanna era l’unico luogo di ristoro dopo una lunga giornata di lavoro, costruita con canne ben serrate tra loro, il tetto ricoperto da verdi frasche. Dentro i pastori si sistemavano nelle rapazzole, attorno al focolare.
Spesso, soprattutto per quanto riguardava la Maremma, non c’era ritorno (da pastori si diventava butteri o braccianti a servizio delle grandi aziende agrarie).
C’era forse anche un certo piacere nel farsi maremmani: la popolazione locale, infatti, era assai accogliente, dimostrandolo da sempre, con marchigiani e umbri prima, poi con il popolo sardo. Tornando ancora più indietro, se vogliamo, già gli Etruschi l’avevano eletta a loro vera patria (tanto che ben otto delle città che formavano la loro dodecapoli insistevano nell’area maremmana.
Pietro Benedetti
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