Roma – Accuse di tentato illecito sportivo per il Parma e di plusvalenze fittizie per il Chievo Verona. A rischio la partecipazione alla prossima serie A per le due società.
Spenti i riflettori sui mondiali di Russia, il calcio torna a guardare alle questioni di casa propria e si divide tra l’attesa per la presentazione di Cristiano Ronaldo alla Juventus e le beghe giudiziarie che coinvolgono Chievo e Parma.
I clivensi sono accusati di plusvalenze fittizie in concorso con il Cesena: le due società si sarebbero scambiate 30 calciatori, generando incrementi di valore distorti per oltre 25 milioni di euro.
Il Parma, invece, è nei guai per gli sms che il suo tesserato Emanuele Calaiò avrebbe inviato ad alcuni giocatori dello Spezia, poco prima della partita tra le due squadre in programma il 18 maggio. Secondo l’accusa l’attaccante gialloblù avrebbe avuto l’obiettivo di chiedere un “minor impegno agonistico” e “alterare il regolare svolgimento e il risultato finale della gara”.
Secondo quanto trapela dall’Ansa, la procura della Figc avrebbe formulato delle richieste di pesanti penalizzazioni per entrambe le società sui risultati conseguiti nella scorsa stagione. Richieste che saranno presentate domani al tribunale federale e che, se accolte, potrebbero stravolgere completamente i verdetti del campo.
Il Chievo aveva concluso il campionato di serie A al tredicesimo posto, con cinque punti di vantaggio sul Crotone retrocesso. Il Parma, invece, aveva festeggiato il ritorno nella massima categoria dopo il fallimento del 2015, che aveva fatto ripartire la squadra dalla serie D.
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