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Cultura - I cunicoli sono visitabili tutti i giorni

Viterbo sotterranea, nuovo percorso geoturistico

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Viterbo - Viterbo sotterranea

Viterbo – Viterbo sotterranea

Viterbo - Viterbo sotterranea

Viterbo – Viterbo sotterranea

Viterbo  – Riceviamo e pubblichiamo – Il nuovo percorso geoturistico di Viterbo sotterranea.

Il circuito ipogeo di Viterbo sotterranea è stato scavato all’interno della più caratteristica formazione vulcanica dell’apparato di Vico: il Tufo rosso a scorie nere (conosciuto dagli addetti ai lavori come Ignimbrite IIIa Vicana, o Ignimbrite C).

Il termine ignimbrite deriva dal greco: ignis (fuoco) e imbris (pioggia), e descrive le modalità di deposizione di questa particolare roccia che avviene attraverso imponenti colate piroclastiche, ovvero un flusso incandescente costituito da un insieme turbolento di gas e parti solide ( pomici, lava, ceneri) anche di dimensioni decimetriche.

Queste colate si generano a seguito di eventi esplosivi spaventosi, conseguenti spesso al crollo dell’edificio vulcanico, e danno vita a dei flussi che viaggiano a velocità di oltre 100 chilometri orari, in grado di spazzare via tutto quello che incontrano, risalendo anche i pendii.

La famosa eruzione del Vesuvio che distrusse Pompei ed Ercolano è un esempio di colata piroclastica.

Nel caso del percorso geoturistico di Viterbo sotterranea, il deposito ignimbritico ha avuto origine dal collasso del paleovulcano di Vico, un edificio imponente che si ergeva dove ora è il lago omonimo, raggiungendo altezze di gran lunga maggiori dell’attuale monte Fogliano e poggio Nibbio, e che si estendeva sino a Castel d’Asso, alla periferia sud di Viterbo. Questo evento esplosivo ebbe luogo tra 200 e 150mila anni fa.

All’interno del circuito ipogeo di Viterbo sootterranea si possono riconoscere varie unità di flusso: depositi cineritici fini (di colore marrone, che testimoniano la fine di un ciclo ignimbritico, quando le particelle più leggere, dopo aver sostato per lungo tempo in aria, ricadono per gravità), deposito a pomici “pliniano” (di colore bianco-avana, che invece segnala l’inizio di un nuovo flusso ignimbritico e che deve il suo nome allo scienziato Plinio il Vecchio che lo descrisse per la prima volta durante l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.) e deposito scoriaceo (di colore grigio-nerastro, ricco di pomici nere ed inclusi di varia origine, che testimonia l’arrivo della colata piroclastica vera e propria. E’ caratterizzato da abbondanti minerali di leucite, di colore bianco farinoso).

Questi materiali, ben visibili nello spettacolare percorso di Viterbo sotterranea, presentano una buona permeabilità, per cui consentono l’infiltrazione delle acque piovane sino a costituire una vera e propria falda freatica che è sostenuta in profondità dalle argille plioceniche: queste ultime essendo impermeabili, consentono l’accumulo delle acque sotterranee e sono state ritrovate in pozzi e sondaggi geofisici a circa 20-30 metri di profondità.

I cunicoli che si dipanano dalle varie sale del nuovo percorso geoturistico underground, potrebbero quindi aver svolto funzione drenante, convogliando le acque sotterranee verso il substrato argilloso che, a Viterbo, affiora all’altezza di Valle Faul.

Il percorso geoturistico di Viterbo Sotterranea ci descrive un periodo geologico lungo migliaia di anni. E’ visitabile tutti i giorni con delle visite guidate dedicate.

Viterbo sotterranea


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21 luglio, 2018

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