Viterbo – Chi, sabato 28 luglio, avesse deciso di recarsi a Ferento per godersi uno spettacolo della stagione teatrale estiva, nello specifico un performance dello Spellbound contemporary ballet, sarebbe rimasto deluso.
Avrebbe trovato solo alcuni membri dell’organizzazione, desolatamente in attesa del pubblico per comunicargli che lo spettacolo non ci sarebbe stato: “Problemi tecnici” dell’ultimo momento, avrebbero giustificato quelli dello Spellbound.
Qualche perplessità resta. Pare che la prevendita fosse molto, molto fiacca.
Non sarà che la compagnia aveva subodorato il flop e si era tirata indietro? Non sarebbe un gran che, come professionalità (the show must go on). Non c’era proprio tempo per fare un avviso pubblico, magari sui giornali online, o sul sito del teatro di Ferento? Così, per evitare non dico al viterbese (che sta lì di presso) ma al possibile turista di Tarquinia o di Montalto di spostarsi inutilmente fino a Ferento.
C’è poi da dire qualcosa sul pubblico viterbese. Dove sta il sabato di luglio? Possibile che tutti preferiscono due supplì in pizzeria o una sogliola al ristorante piuttosto che un balletto artistico?
Che vogliamo farne di questa città, che snobba i pochi spettacoli che faticosamente le vengono proposti, che si infervora solo se c’è il gran nome, allora viene a prescindere, segno evidente di arretratezza culturale?
O il costo del biglietto per il teatro di Ferento è un po’ troppo alto? E qui forse, la colpa va addossata agli Enti Locali (regione in testa) che non sono in grado di promuovere la cultura riducendone i costi per il pubblico? Comunque sia, un triste episodio per la cultura viterbese.
Francesco Mattioli
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