Vetralla – Riceviamo e pubblichiamo – Se il consgliere Zelli pensa che ci siano state irregolarità in Consiglio comunale lo denunci alle autorità competenti, io sono tranquilla.
L’ordine del giorno non è una proposta di deliberazione, quindi a nulla vale citare l’articolo 8 del regolamento, ma una proposta di indirizzo politico che tra l’altro non ha bisogno di alcun parere tecnico.
Continuare a sostenerlo sui giornali rivela che è solo campagna elettorale. Il consigliere, che nomina tanto la commissione, dovrebbe prima di tutto essere onesto con gli elettori e dire che non c’era, era assente.
Non vi è stata nessuna irregolarità nè mancanza di rispetto per la democrazia, tanto più che il consigliere era perfettamente a conoscenza dell’ordine del giorno, avendolo io stessa consegnato allo stesso in sede di conferenza di capigruppo, ed era a conoscenza che l’avrei presentato io in consiglio in qualità di consigliera, aveva insomma tutti gli strumenti per comprenderlo, emendarlo, votarlo o meno.
Invece di inseguire la propaganda di Salvini, per mettersi nella scia populista, pensando di uscirne vincitore, potrebbe dirci il consigliere se è o meno rilevante che le forze dell’ordine abbiano denunciato otto episodi di matrice razzista negli ultimi 45 giorni ed un forte rischio emulazione.
Vetralla è nel Lazio o una cittadina di Marte? O dobbiamo aspettare che avvenga qualcosa a Vetralla per renderci conto dell’aumento della tensione sociale per poterne discutere e prevenirla?
Giulia Ragonese
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