Roma – Italiano scomparso in Turchia, dopo due anni ricompare in un video choc degli estremisti islamici dell’Isis.
Il Site, il sito americano che monitora il jihadismo sul web, ha mostrato un video dalla Siria in cui compare Alessandro Sandrini, il bresciano di 32 anni scomparso in Turchia nell’ottobre del 2016 e ora nelle mani dell’Isis.
Un primo filmato, recapitato alla famiglia, è stato acquisito dalla procura di Roma lo scorso 11 luglio.
Tuta arancione, sguardo basso e mani legate, sullo sfondo due uomini incappucciati con mitra in mano.
Così Alessandro Sandrini compare nel video diffuso da Site Intelligence Group, società statunitense che si occupa di monitorare e pubblicare le attività online delle organizzazioni jihadiste.
Ad annunciare che Sandrini è ostaggio dell’Isis in Siria è stata Rita Katz, direttrice di Site, sulla sua pagina Twitter.
Nei 53 secondi del video il bresciano lancia un appello alle istituzioni: “La situazione è intollerabile e deve essere risolta. Se non si trova una soluzione in tempi brevi mi uccideranno”.
L’italiano è scomparso due anni fa in Turchia, dove si trovava dal 3 ottobre 2016, per una vacanza ad Adana. Non si tratta della sua prima richiesta di aiuto rivolta all’Italia: il 19 ottobre 2017, a un anno dalla scomparsa, la madre aveva ricevuto una sua telefonata. Ne ha ricevute quattro.
Sul rapimento ancora nessuna conferma ufficiale è arrivata da parte della Farnesina.
Sandrini appare davanti a due uomini armati col volto coperto. “Oggi è il 19 luglio 2018. Mi danno la possibilità di comunicare per l’ultima volta. Chiedo all’Italia di aiutarmi, di chiudere questa situazione in tempi rapidi. È due anni che sono in carcere, non ce la faccio più. Mi hanno detto che sono stufi, che mi uccideranno se la cosa non si risolve in tempi brevi. Non vedo futuro, non so cosa pensare”, dice Sandrini visibilmente provato.
Dipendente di un’azienda in provincia di Brescia, il 3 ottobre 2016 era partito per un viaggio in solitaria destinazione Turchia. Sorprendendo tutti perché mai, di fatto, si era allontanato da Folzano, dove abita, scegliendo la quinta città della Turchia in termini di popolazione, a 180 chilometri da Aleppo, in Siria.
Il 19 ottobre del 2017 la madre riceve sul proprio cellulare una telefonata del figlio da un numero internazionale collegato ad una compagnia telefonica in internet: “Ciao mamma, è un anno che manco da casa e so che mi stai cercando. Non so dove sono, mi hanno sequestrato, sono trattenuto. Ti prego aiutami”.
Il tre dicembre successivo il secondo contatto telefonico. “Vogliono i soldi, qui non scherzano”, dice il bresciano che chiama da un altro numero. Pochi giorni più tardi la madre del giovane rompe il silenzio stampa che dura da oltre un anno e che le aveva imposto la Farnesina. Per gli inquirenti Sandrini si trova sul confine tra Siria e Turchia
Tre giorni prima del Natale scorso la terza telefonata a casa: “Sono in una stanza tre metri per tre”. Il nuovo anno si apre all’insegna del silenzio fino al 21 gennaio. Alessandro parla nuovamente con la madre e si sfoga: “Lo Stato italiano non sta facendo nulla. Mi vogliono far morire qui”.
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