Torino – Che il decreto Dignità voluto dal ministro del Lavoro Luigi Di Maio stia dividendo gli italiani non è certo una novità. Ma la ridda di commenti, polemiche e anche insulti che si è scatenata dopo un messaggio polemico di un comune utente di Twitter, tal Tony Nelly di Torino, ha davvero dell’incredibile.
“Buonasera ministro Di Maio – è il messaggio dell’utente in questione – ci tengo a farle sapere che, anche grazie a lei e al suo decreto dignità, oggi mi hanno confermato che da settembre sarò finalmente un disoccupato. Non è che per caso Boeri aveva ragione? Ma tanto io aspetto il suo reddito di cittadinanza, no?”.
Putiferio. Centinaia di commenti, quasi 1500 retweet e oltre 3300 mi piace. E i numeri aumentano di minuto in minuto. Roba paragonabile a un post di papa Francesco.
Il riferimento di Tony Nelly è chiaramente alla polemica degli scorsi giorni tra Di Maio e il presidente dell’Inps, Tito Boeri, sull’effettiva efficacia del decreto presentato dal leader del Movimento 5 stelle.
Nel corso della discussione, l’utente chiarisce di poter individuare senza alcun dubbio il decreto Dignità come corresponsabile del suo imminente licenziamento, perché “la mia responsabile – scrive – ha precisato che, oltre a questioni di riorganizzazione aziendale, la nuova norma ha creato incertezza e l’ufficio del personale tende a essere molto prudente e che, cito, ‘chiaramente un tempo indeterminato ingesserebbe troppo l’azienda’”.
Nella massa dei commenti, tanti fanno gli auguri all’utente, alcuni affermano di condividere il suo stesso destino, ma chiaramente la discussione è accesa dal fortissimo connotato politico che presenta.
Tony Nelly, che in altri post si dichiara gay, attivista Lgbt e nettamente distante dalle posizioni del governo M5s – Lega, riceve sostegno o attacchi, a seconda dell’orientamento degli utenti che commentano.
C’è chi, come Made in EU, afferma che “chi non ha mai lavorato e vuole essere ministro del Lavoro e ministro dello Sviluppo economico purtroppo combina questi danni”. Oppure Nikita, che commenta: “A parte gli ottusi e i fan di Di Maio, c’era qualche essere pensante che credeva che le aziende avrebbero convertito i contratti a tempo determinato in tempo indeterminato invece che licenziare? In questo periodo di incertezza totale su qualsiasi cosa, poi?”.
Ma c’è anche chi si schiera in difesa del decreto e si scaglia duramente contro Tony Nelly, come ad esempio Corrado, che gli scrive: “Sarai disoccupato per colpa di un decreto che deve essere ancora approvato? Vai al Sert a disintossicarti”. E poi i consigli sarcastici di Domenico: “Può continuare a sperare nel Pd e nella sua politica a difesa degli interessi delle imprese. Che la informo non coincidono con il suo”.
Il livello della discussione varia a seconda dei singoli utenti, anche se Tony Nelly mantiene sempre un certo contegno nelle risposte. Alla fine si dichiara lui stesso stupito da tanto successo: “Non pensavo che questo tweet potesse avere questa eco – scrive -. Ringrazio coloro che mi hanno fatto gli auguri, sono certo che, anche con un po’ di fortuna, il lavoro si trovi. Ringrazio anche coloro che mi hanno insultato in varie forme e modi, perché mi fanno capire che sono nel giusto”.
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