Viterbo – “Leonardo Leporatti e Domenico Manzotti si sono intestati l’Hummer di Flavio Carboni”. Lo scrive il pm Guido Pani nell’avviso di conclusione delle indagini notificato agli undici indagati nell’inchiesta della Dda di Cagliari condotta dal nucleo di polizia economica e finanziaria della Guardia di finanza.
Tra gli indagati, due viterbesi. Il 46enne Leonardo Leporatti e Domenico Manzotti. Quest’ultimo, 70 anni, di Lubriano, era già collaboratore del primo. Sono accusati di trasferimento fraudolento di valori. “Per consentire a Flavio Carboni – scrive il pm nelle carte d’inchiesta – di eludere la legge in materia di prevenzione patrimoniale, hanno mantenuto fittiziamente l’intestazione dell’Hummer H1 (fuoristrada statunitense, ndr) nella disponibilità di Carboni”. A fine 2010 Leporatti e Manzotti si sono succeduti come legale rappresentate della Lem Automobili, una srl viterbese con sede sulla Cassia Nord.
Flavio Carboni, 86 anni, è un uomo d’affari con interessi in Sardegna. E a marzo è stato condannato in primo grado per il caso P3. Insieme alla moglie Antonella Pau, a Lorenzo Dimartino e a Maria Laura Scanu Concas, è accusato di associazione a delinquere finalizzata al trasferimento fraudolento di valori. Per il pm, “Carboni costituiva, organizzava e dirigeva il sodalizio. Anche decidendo le attività da compiere, tenendo i contatti, occupandosi di risolvere le frequenti difficoltà operative e reperendo i fondi”.
Nell’inchiesta, oltre ai quattro accusati di associazione a delinquere, sono indagate altre sette persone, a cui la procura contesta solo il trasferimento fraudolento di valori. Tra i sette indagati i viterbesi Leporatti e Manzotti e il figlio di Carboni, Diego. Secondo Gli inquirenti, per mantenere nascosta la provenienza del denaro degli investimenti, presumibilmente riconducibili a Carboni, avrebbero intestato fittiziamente quote societarie e la proprietà di auto di lusso a terze persone. Mentre, in realtà, erano nella disponibilità di Carboni.
Inoltre gli indagati, in almeno tre casi, avrebbero aperto delle società. Due delle quali nel Regno Unito, con un capitale sociale da dieci milioni di sterline. Il denaro, di cui non si conoscerebbe la provenienza, per gli inquirenti avrebbe probabilmente un’origine illecita.
Gli indagati
Flavio Carboni, 86 anni
Antonella Pau, 50 anni
Lorenzo Dimartino, 51 anni, di Napoli
Laura Scanu Concas, 68 anni, nata a Firenze e residente a Roma
Diego Carboni, 39 anni, di Roma
Domenico Manzotti, 70 anni, di Lubriano
Leonardo Leporatti, 46 anni, di Viterbo
Riccardo Piana, 54 anni, di Comerio (Varese)
Ugo Benedetti, 78 anni, di Cagliari
Fabrizio Avondoglio, 56 anni, di Emarese (Aosta)
Luisella Corda, 55 anni, avvocato di Iglesias
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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