Viterbo – Maxirissa a San Faustino, l’episodio di violenza in pieno centro è l’occasione per Fondazione, di tornare su un cavallo di battaglia, più volte richiesto nella precedente amministrazione, il Daspo urbano contro i violenti.
“E come temevano la storia si ripete – dicono Gianmaria Santucci e Sergio Insogna – sono anni che gli abitanti del centro storico sono vittime delle violenze di immigrati ed italiani di etnie diverse che si scontrano per motivi futili o di palese illegalità.
Sono anni che come Fondazione- Civici per Viterbo ripetiamo che si devono prendere provvedimenti urgenti per frenare tali violenze; sono anni che questi violenti, compresi gli spacciatori, tornano in libertà poche ore dopo i loro folli gesti”.
Tempo di cambiare per i due consiglieri Fondazione. “E’ ora che anche nel comune di Viterbo si dia il via libera al Daspo urbano, cosi come avviene in tante città italiane, da Torino a Napoli da Firenze a Verona. Tutti i principali comuni italiani hanno applicato la norma del governo Gentiloni. Una legge che consente di espellere dalla città per almeno 2 anni i violenti, in attesa di una sentenza che li porti in carcere se ritenuti colpevoli”.
Finora, un provvedimento più volte evocato e mai adottato. “A Viterbo no – continuano Insogna e Santucci – il Daspo urbano non si può applicare, per l’ostinata contrarietà della precedente amministrazione che si è sempre rifiutata di dare il via a questa norma di civiltà e di sicurezza per i viterbesi, contro le violenze di pochi.
Ma noi di Fondazione-Civici per Viterbo non ci fermeremo, e cosi come promesso in campagna elettorale, già nei prossimi giorni depositeremo in consiglio comunale la nostra richiesta di ordinanza, affinché anche a Viterbo i cittadini e l’amministrazione abbiano uno strumento in piu contro i violenti e gli spacciatori”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY