– Ventisei anni, una laurea in lingue e culture straniere e soprattutto un cognome a Montalto di Castro pesante. Dici Eleonora Sacconi e pensi non a un sindaco della cittadina, ma “al” sindaco. Roberto Sacconi.
Lei è la figlia e alle ultime elezioni era in lista con Sergio Caci, colui che ha fatto uscire dal Comune il centrosinistra al governo da decenni.
Suo padre le è stata al fianco finché ha potuto. Se n’è andato il 26 marzo scorso. Soltanto cinque giorni prima, nonostante fosse malato, in una lettera aveva manifestato il suo appoggio a Caci e alla figlia, sperando in quel rinnovamento per Montalto che poi effettivamente c’è stato.
“Se non fosse per la mia gravissima malattia che mi ha bloccato – scriveva Roberto Sacconi il 21 marzo scorso – sarei sceso in campo per difendere i miei diritti e quelli della popolazione e del territorio, come sta provando a fare mia figlia Eleonora.
Vorrei esprimere la mia più grande solidarietà alla lista Sergio Caci sindaco, che rappresenta il vero rinnovamento e la rottura con i vecchi schemi politici”.
Oggi Eleonora quella battaglia l’ha vinta e si prepara a lavorare come assessore a cultura, spettacolo e grandi eventi.
Partita da Sel è arrivata nella lista di Caci, ma non provate a dirle che si tratta di un cambiamento di fronte.
“Non lo è – precisa Eleonora Sacconi – abbiamo sposato la causa di Caci a prescindere dal partito di cui fa parte. Oggi faccio ciò che mio padre ha sempre fatto. Indipendentemente dalla fazione politica, lui mi ha trasmesso il valore di guardare al cittadino e non al partito.
Io appoggio Caci che non è il sindaco Pdl, ma civico, perché eletto in una lista civica. Abbiamo vinto anche per questo”.
Lo scorso ottobre si è consumata la rottura con Sel, in disaccordo sulle candidature e un gruppo, LeAli, si è spostato verso Caci. Ottenendo un risultato che in questi termini forse non si aspettavano. “Abbiamo lavorato molto, parlando con la gente, chiedendo di aiutarci, prendendo in considerazione le istanze di tutti, dai bambini in su. Tutti hanno partecipato.
Non pensavamo a uno scarto così ampio, ma domenica mattina, vedendo la gente ho capito che avremmo vinto. I montaltesi si sono liberati con l’unica arma a disposizione: il voto”.
Liberati da cosa? “Da dieci anni di malgoverno in un paese bellissimo. Liberati dall’ottusità di chi governa. Quando stai in una pubblica amministrazione non sei il capo di un’azienda, ma stai a disposizione dei cittadini, siamo solo operai, qui per lavorare. Finora secondo me non tutti hanno lavorato per bene. Finalmente da oggi c’è aria, si può parlare, pensare.
Per il mio assessorato ho pensato a un forum per programmare insieme a tutto il paese la stagione estiva”.
Dove l’amministrazione Carai è mancata in modo particolare secondo lei? “Nella non considerazione del cittadino, non parlando e non comunicando. Non sono mai riusciti a capire la realtà vera del paese. Sono vissuti al di fuori.
Io ho ventisei anni, sono di sinistra e loro si sono preoccupati solo del mio cognome, gettandomi fango addosso. Si preoccupassero di come negli anni Pd, Sel o Idv non siano stati in grado di far crescere una nuova classe di giovani”.
Montalto nella Tuscia è uno dei comuni più ricchi. Non dovrebbe essere troppo complicato gestirlo avendo a disposizione risorse.
“Non è complicato, ma può diventarlo perché non basta avere i soldi, occorre sapere anche cosa farne. Se le entrate sono consistenti servono persone competenti, comprese quelle che ti stanno intorno.
Se hai milioni di euro, ma non li gestisci nel modo giusto è come buttarli dalla finestra ed è normale che alla fine il cittadino si domandi che fine abbiano fatto i soldi”.
A Montalto una parte sono andati per il teatro. Progetto discusso. “Tanta gente si è lamentata, è un’opera pubblica importante sotto l’aspetto culturale. Forse sarebbe stato meglio un teatro meno mastodontico e più adatto a un paese delle nostre dimensioni. Così a me pare fuori luogo”.
Un segno di rottura rispetto al passato per Eleonora Sacconi passa da un’esigenza di trasparenza. “La gente vuole essere resa partecipe dell’attività amministrativa, il comune è loro. Noi renderemo pubbliche le sedute di consiglio, le manderemo anche in streaming, a partire dalla prima di giovedì prossimo alle 18. Non più la mattina quando tutti lavorano e sono impossibilitati nel partecipare.
Poi ci sono tanti problemi, alle case Enel ad esempio. Le famiglie vivono in condizioni disagiate, quel quartiere è diventato un ghetto. Ce ne occuperemo”.
Il suo assessorato indirettamente influisce pure sul turismo. Aspetto non trascurabile per una cittadina sul mare e ricca di storia.
“Vorrei mettere a frutto i miei studi, qui turisti stranieri non se ne vedono. C’è la crisi, ma per mettere in piedi politiche turistiche adeguate non serve molto. Sarebbe sufficiente copiare quanto hanno saputo fare in Toscana o in Emilia Romagna. Ci sono riusciti.
Da noi è tutto fermo, in estate non esiste una programmazione per gli eventi, tutto è predisposto all’ultimo.
Il programma va organizzato per tempo, studiato a dovere, perché la bella stagione è il periodo in cui si lavora di più rispetto a tutto il resto dell’anno.
Il nostro è un paese di cultura e tradizioni e ce la possiamo giocare molto bene”.
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