Viterbo – Riqualificazione delle periferie: “Alcuni progetti potevano essere fatti meglio”. Parola d’assessore. Claudio Ubertini (Urbanistica), in seconda commissione non ci gira molto intorno.
Iniziative finanziate con 17 milioni e mezzo di euro dal governo. Alcune utili, il raddoppio della Cassia fino all’ex fiera, altre meno.
Belli o brutti, utili o inutili, il dibattito è superato dalla scelta del governo. Il senato ha bloccato per due anni i fondi e il comune deve correre ai ripari. Se pure la camera il 21 settembre sancirà lo stop, niente soldi, niente progetti, belli o brutti che siano e bilancio da modificare. Non solo.
Finora sono stati stanziati 70mila euro circa per progettazioni. Ne sono stati impiegati 7mila. Comunque andranno liquidati e trovati i relativi fondi, visto che quelli da Roma si sono volatilizzati.
Tutto il resto è stato bloccato da Ubertini. “Il 10 agosto – spiega in seconda commissione l’assessore – ho scritto ai due tecnici incaricati, comunicando loro di sospendere ogni attività fino al termine dell’iter parlamentare, il 21 settembre, quando passerà alla camera. Mi auguro che ci sia, a fronte delle proteste, un ripensamento”.
Se lo stop dovesse essere confermato, Alvaro Ricci (Pd) si augura che il comune abbia un piano B. Ovvero, che trovi il modo almeno di finanziare con risorse proprie, lavori importanti per la città e contenuti nel piano delle periferie. A cominciare dal raddoppio della Cassia, il prolungamento dal Poggino dell’arteria. “Ormai lo davamo per scontato – spiega Ricci – e rischia d’essere vanificato. Ma l’amministrazione può, applicando l’avanzo e attraverso indebitamento, realizzare un’opera strategica in un biennio”.
D’altre, scuola materna, pista ciclabile, sempre nella zona industriale o la piscina, non se ne sentirà, eventualmente la mancanza. “Era un decreto elettorale – sostiene Giacomo Barelli (Viva Viterbo) – per il quale sono state sollevate criticità, su parte di quei fondi. Non era un bando sulla premialità. Tutti i partecipanti ottenevano i soldi”. Non a caso, anche Viterbo, seppure sia arrivata 93esima.
“C’erano progetti non funzionali alla città, gran parte non erano utili, alcuni sbagliati, altri dannosi e altri ancora da discutere. Un lavoro svolto in modo frettoloso. Di questo si dovrebbe parlare. È male che i soldi non arrivino, ma non tutto il male viene per nuocere, se evitiamo di fare opere sbagliate e di cui la città non ha bisogno.
Bene, come sostiene Ricci, portare a termine iniziative invece ritenute importanti”.
Luisa Ciambella (Pd) si aspettava buone notizie dalla maggioranza: “Visti i vostri referenti al governo. Verrà Salvini a Viterbo e con lui, Giorgetti. Avremmo voluto rassicurazioni sul fatto che quei soldi rimanessero”.
Non ci sono buone nuove, non per ora almeno. “Noi siamo per lasciare quei fondi – osserva l’assessore al Bilancio Enrico Maria Contardo (Lega) – tramite il senatore Fusco stiamo cercando di sensibilizzare la maggioranza al governo per tornare indietro”.
Il 21 settembre il responso finale, per capire se sul raddoppio della Cassia, il governo lascia o raddoppia.
Giuseppe Ferlicca
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