Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Anche quest’anno c’è la possibilità di rivivere insieme l’esperienza del Cammino sulle vie dell’esilio di Santa Rosa.
Dalla Basilica di San Francesco in Viterbo, infatti, il prossimo 9 settembre alle 8 inizierà il “Cammino sulle vie dell’esilio di Santa Rosa”, e durerà anche nelle due domeniche successive toccando i paesi di Soriano nel Cimino e Vitorchiano, iniziativa splendida che fa onore agli ideatori e organizzatori.
Sicuramente Santa Rosa, debole e malaticcia, nel mese di dicembre 1250, nel suo intimo ha vissuto una sofferenza immensa: quella di sentirsi esiliata dalla sua Viterbo che tanto amava e per di più sentendosi anche causa dei disagi e dolori della sua famiglia.
Questo Cammino è un’esperienza fortissima che segna e rimane nel profondo dell’anima. E quest’anno, tra i tanti enti e associazioni che patrocinano e partecipano all’evento, si riscontra anche la presenza della “Gramas – Rete delle grandi Macchine a spalla” che ha permesso alla rievocazione storica e religiosa di fregiarsi, di riflesso, anche del simbolo dell’Unesco – Patrimonio immateriale dell’Umanità grazie all’interessamento della responsabile dottoressa Patrizia Nardi e del vicepresidente Massimo Mecarini anche presidente del Sodalizio Facchini di Santa Rosa.
La manifestazione ha raggiunto ormai i quattordici anni di vita e credo che sia doveroso complimentarsi con l’associazione Take Off, e tutti gli ideatori del progetto e principali animatori. E’ un dato di fatto che l’iniziativa abbia trovato un continuo aumento di consensi nelle istituzioni e la partecipazione entusiasta e sempre più ampia di turisti e viterbesi. Complimenti sinceri.
L’iniziativa è una simbiosi di spirito e vita, di cultura e naturalismo, di storia come passato e presente, di partecipazione alla bellezza dei fiori, alla vita del bosco, ai richiami e al canto degli uccelli e dei piccoli animali del sottobosco. Direi un incanto, bella, ben congeniata e supportata con intelligenza in ogni dettaglio.
E’ un giusto mix di bellezze ambientali-faunistiche; è una riscoperta dei monumenti antichi e delle radici della nostra cultura e delle più belle tradizioni; è un’attualizzazione e rivisitazione dell’esperienza religiosa e mistica della fanciulla Rosa; è un invito semplice, ma toccante alla riscoperta dell’indispensabilità dell’altro; ed infine significa anche realizzare una vera socialità di gruppo, presupposto per una nuova rinascita personale e collettiva.
Tra le bellezze naturali, la fatica e il sudore dei partecipanti. Tutti noi spesso mal sopportiamo i disagi del vivere quotidiano, oppure dei nostri diritti negati, e allora domandiamoci più spesso quante volte anche noi siamo causa di sofferenze e delle privazioni altrui. E diamoci, a noi e al nostro prossimo, una risposta cristiana.
Che la piccola ma grande Santa Rosa accompagni per sempre, ovunque, i nostri passi.
Un fraterno saluto
Padre Agostino Mallucci ofm conv.
Parroco francescano della basilica di San Francesco in Viterbo
Info: 3382129568
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