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Riceviamo e pubblichiamo – Sabato pomeriggio si è svolto un incontro dei coordinatori di circolo del partito democratico dell’Alta Tuscia con all’odg i problemi socio sanitari del territorio.
Tra scelte e non scelte della Regione Lazio, mancata programmazione, percorsi non definiti, navigazione a vista da parte della dirigenza della Asl, super pagata per produrre numeri relativi, la nave sanitaria viterbese è prossima al naufragio. Una regressione inarrestabile, tale da mettere in discussione il grado di civiltà dell’intera comunità viterbese. Una situazione da Gabibbo che grida scandalo da qualunque lato la si guardi.
La furia dei tagli lineari operati dalla commissaria per la sanità del Lazio Polverini sta provocando macerie che vanificheranno anche la possibilità di ricostruire nel futuro. Tutti i livelli di guardia si stanno oltrepassando.
Il contenimento dei costi non può avvenire solo a discapito di una forte riduzione dell’offerta sanitaria, negando, come accade nel territorio dell’Alta Tuscia, anche la funzionalità dell’emergenza, contraddicendo il principio solidaristico del sistema sanitario nazionale.
E’ in atto una politica del “ti tolgo pian piano l’ossigeno e poi affermo che non respiri bene oggi e quindi è meglio che tu muoia domani”.
La miopia di impoverire ancora di più, un territorio come quello viterbese, con la complicità dei rappresentati politici del centrodestra, a vantaggio di quello romano ci toglie dignità e civiltà.
Quello che è certo, che così facendo, la spesa non diminuisce, si creano disagi e situazioni paradossali che per decenza omettiamo di raccontare. E per carità non ci venite a dire dei costi. Mobilità passiva e disagi di ogni genere per i cittadini utenti che pagano le tasse. Aggravio di costi, disagi, rischi.
Per esempio vorremmo che Pipino ci facesse un’analisi economica comparata su costi e benefici dall’aver tolto l’anestesista dall’ospedale di Acquapendente tralasciando i rischi a cui sottopone le popolazioni.
Per essere chiari stiamo parlando di cure in caso di malattia, non di prevenzione, diagnosi precoce eccetera, come sarebbe giusto fare.
Abbiamo deciso di scrivere al presidente della repubblica, al presidente del consiglio, ai presidenti delle commissioni sanità dei due rami del parlamento affinchè sappiano quello che quì sta accadendo.
Noi speriamo in un sussulto di orgoglio, perché se la nave affonda non ci saranno superstiti, tutto finirà in fondo al mare negli abissi profondi. Chi può faccia qualcosa, la misura è colma.
Il circolo Pd di Acquapendente
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