Viterbo – Antonello Ricci narratore sul palco del festival Barocco “Alessandro Stradella” per il concerto “Cantar sonetti, cantar ottave – Petrarca e Tasso nella monodia del primo Seicento”.
Un progetto ideato e diretto dal maestro Gino Nappo. Doppio appuntamento: venerdì 7 settembre a Viterbo (chiesa di San Silvestro) e domenica 9 a Nepi (sala Consiliare). Sempre alle 18.
Diretto dal maestro Nappo, eseguirà il prezioso repertorio l’ensemble “Il fuggilotio”, composto da Letizia Pellegrino e Michela Guarrera (soprani); Roberto Mattioni e Stefano Osbat (tenori); Simone Colavecchi (tiorba e chitarra barocca); al clavicembalo lo stesso Nappo. Brani dal repertorio di Jacopo Peri, Sigismondo d’India, Claudio Monteverdi e altri.
“Musica e poesie son due sorelle” di Antonello Ricci.
Innanzitutto, una stagione artistica (all’incirca il primo trentennio del ‘600) di travolgente, stupefacente, innovativa sperimentazione; di assoluto valore per la storia della musica e della cultura tutta. Una stagione al cui culmine, con l’affermazione del principio di tonalità e della monodia, nonché col profilarsi di un inedito-fertile orizzonte di nuovi rapporti tra le due muse “sorelle” (musica, appunto, e poesia) la cultura europea si sarebbe ritrovata alle soglie della propria modernità.
Poi un novero-Parnaso di musicisti (da Sigismondo d’India a Claudio Monteverdi) e di poeti (la sensuale e tormentata linea manierista che guida dritto da Francesco Petrarca a Torquato Tasso) da far tremare le vene ai polsi: con i compositori concentrati nella ricerca di una seconda vita per il verso poetico. L’imperativo: restituirlo dalla pagina silenziosa alla tridimensionalità dell’esecuzione cantata monodica – di qua sciogliendo nessi, laddove il poeta aveva legato; là invece legando, laddove il poeta aveva sciolto. Sempre attentissimi ai più sottili vincoli da dispiegare in luce per “movere gli affetti” dell’ascoltatore.
Infine, il ricorrente, appassionante, inatteso ritorno di certi temi nel mio personale viaggio attraverso la pratica poetica e la teorica letteraria: su tutti, un’idea di metrica come famiglia di “forme viventi” (“biologiche”, vorrei dire). Idea ben lontana, voglio esser chiaro, dai più comuni stereotipi che la vorrebbero invece materia arida-noiosa, dominio algido governato da leggi meccanicistiche, repertorio inerte di formule astratte a disposizione del poeta, la cui urgenza sembrerebbe piuttosto consistere nel riportarle in vita attraverso lo specifico vitale dell’individuazione ritmica.
A ripensarci col senno di poi, questi i motivi che mi hanno spinto a rispondere di sì (senza esitazione alcuna; certo, con orgoglio ma anche con umiltà e prudenza per l’alto compito) quando il maestro Gino Nappo (amico di vecchia data) è venuto a propormi di salire insieme con lui, quest’anno, sul palco del festival Barocco “Alessandro Stradella”: per un doppio concerto dall’emblematico titolo “Cantar sonetti, cantar ottave”.
Io narratore fra musicisti. Per provare raccontare al pubblico (per “pillole” affabili e veloci) certi affascinanti “miracoli” metrici. Quello, ad esempio, secondo cui l’endecasillabo sarebbe un’Atlantide perduta ove da 5+7 può risultare 11. O il prodigioso salto quantico per il quale, talvolta, il lettore può illudersi di aver davvero ammirato scintille sprigionarsi in fondo a un verso (il verso, questo sconosciuto, sempre-e-per-sempre “servitore di due padroni”): quella ineffabile frizione tra metro e sintassi che i manuali sogliono ribattezzare “inarcatura”. O, ancora, quale prodigiosa-materna concezione-intuizione di senso possa celarsi – in un sonetto – nel nudo passaggio dalla sezione “pari” delle quartine a quella “dispari” delle terzine; o – a proposito di ottava rima – nella geniale “sutura” dei tre distici a rima baciata operata dal risonante finale a rima baciata.
Mi fermo qui. Spero di avervi, se non proprio convinto a scatola chiusa, almeno incuriosito. Venite: vi giuro, non ve ne pentirete. Splendido e affascinante il repertorio. Bravissimi il direttore e i maestri esecutori. Ed io? Beh, io speriamo… che me la cavo!
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