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Roma - È quanto propone l'assessore regionale Di Berardino

“Per contrastare il caporalato bisogna rapporzare i Cpi”

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Claudio Di Berardino

Claudio Di Berardino

La sede della Regione Lazio

La sede della Regione Lazio

Lavoro

Lavoro

Viterbo – “Per contrastare il caporalato occorre rafforzare i centri per l’impiego”. È la proposta avanzata dall’assessore regionale al lavoro Claudio Di Berardino che nei giorni scorsi ha partecipato a un tavolo contro lo sfruttamento in agricoltura, svoltosi a Foggia presso la prefettura e convocato dal ministro del lavoro per la definizione di una strategia di contrasto allo sfruttamento del lavoro in agricoltura.

“Dobbiamo dare forza anche alle buone pratiche finora avviate nelle diverse regioni – ha detto Di Berardino – e portare a compimento l’attuazione della legge 199/2016 senza passi indietro. A questo riteniamo importante anche associare l’attuazione della rete agricola di qualità. Tutto questo è possibile se si parte da un tema chiaro: per contrastare il caporalato e lo sfruttamento del lavoro agricolo occorre garantire un corretto incrocio tra domanda e offerta di lavoro attraverso il ruolo attivo dei centri per l’impiego e politiche assunzionali per i lavoratori stagionali. Per fare ciò occorre che si porti presto a compimento il piano di rafforzamento dei Cpi, oggetto dei confronti già avviati con il governo”.

Un problema di natura sociale ed economica da affrontare garantendo un corretto incrocio tra domanda e offerta di lavoro attraverso il ruolo attivo dei centri per l’impiego e politiche assunzionali per i lavoratori stagionali. Per fare ciò occorre che si porti presto a compimento il piano di rafforzamento dei centri per l’impiego, oggetto dei confronti già avviati con il governo. In Italia il lavoro irregolare e il caporalato in agricoltura coinvolgono oltre 400 mila lavoratori con un’evasione contributiva che si stima di 1,8 miliardi.

 


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6 settembre, 2018

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