Viterbo – Unione, dieci spettacoli per la nuova stagione teatrale, compresa un’anteprima nazionale dei “Giganti della Montagna”, con un gigante del teatro italiano, Gabriele Lavia.
Ospite d’onore e mattatore, stamani in comune, nella conferenza stampa per presentare il cartellone. Applausi per l’attore e regista e per una stagione, che a detta del sindaco Giovanni Arena e del presidente del consiglio Stefano Evangelista, si preannuncia particolarmente interessante.
Dieci titoli di prosa in abbonamento, 4 di danza e 7 spettacoli per le famiglie in un calendario che da ottobre 2018 ad aprile 2019 farà del teatro dell’Unione un polo culturale per l’intera provincia, grazie alla collaborazione tra il comune di Viterbo e Atcl – Associazione Teatrale fra i Comuni del Lazio.
“Nomi eccellenti nel cartellone della nuova stagione teatrale all’Unione – dice Giovanni Arena – da sindaco non posso che essere orgoglioso di garantire ai miei concittadini, appassionati di teatro e non, una stagione teatrale di qualità all’interno di uno dei teatri più belli del nostro paese, il cui palcoscenico è stato calcato dai più prestigiosi nomi del mondo teatrale e dello spettacolo”.
È il secondo anno per Atcl a Viterbo. “Dopo il grande successo della passata edizione – spiegano da Atcl – la stagione teatrale 2018-2019 vedrà un’importante crescita con il passaggio da 7 a 10 spettacoli di prosa in abbonamento, con titoli e protagonisti in tournée nei più grandi teatri italiani a dimostrazione dell’alta qualità della proposta artistica, con prezzi contenuti facilmente accessibili al pubblico. Fondamentale la collaborazione con il Comune di Viterbo, con il quale si è da subito stabilito un proficuo dialogo e ribadita una volontà progettuale congiunta”.
In sinergia con la Fondazione Teatro della Toscana, il Teatro dell’Unione ospiterà l’anteprima nazionaledel nuovo spettacolo di Gabriele Lavia, I giganti della montagna di i Luigi Pirandello. Lo “spettacolo, ancora tutto da fare” vedrà la compagnia in prova nel teatro viterbese dove allestirà il testo forse più poetico e visionario dell’autore agrigentino purtroppo rimasto incompiuto.
“Ma il finale “non scritto” vorrei che fosse una speranza, meglio, una certezza laica, che “la poesia non può morire” – spiega Gabriele Lavia – e allora i giovani attori che faranno il ruolo dei Fantocci nella “stanza delle apparizioni e che sono i “fantocci-personaggi”de La favola del figlio cambiato, alla fine, sul proscenio di assi sconnesse, davanti a un povero sipario strappato, reciteranno tutta (sia pur ridottissima) La favola del figlio cambiato.Per fede nel teatro… che… fateci pace… non morirà mai… finché il sole risplenderà sulle sciagure umane”.
L’apertura di stagione è affidata ad uno spettacolo che vede il connubio di importanti nomi dello spettacolo: tratto dall’omonimo romanzo diVincenzo Cerami, da cui nacque in un secondo tempo, il capolavoro cinematografico di Mario Monicelli,Un borghese piccolo piccolo vive nell’interpretazione raffinata e gentile, tragica e comica diMassimo Dapporto, nell’adattamento e regia di Fabrizio Coniglioe le musiche originali di Nicola Piovani.
Tra prosa e musica, due appuntamenti che sapranno non solo divertire, in un mix scoppiettante.
Pur di fare musica è una commedia di Alberto Di Risioe Paolo Belli, in scena con la sua band e una serie di equivoci, paradossi ed eccessi di protagonismo tra cui districarsi.
Reduce da due anni di tournée in Italia, Le Bal – “L’Italia balla dal 1940 al 2001”è un viaggio nella storia del nostro Paese dagli anni trenta, passando per la Seconda Guerra Mondiale, la liberazione, il boom economico, le lotte di classe, la corruzione, la gioia della vittoria dei mondiali, la paura dell’undici settembre, in cui le parole sono sostituite dalla musica e dal ballo, nella regia di Giancarlo Fares. Lo spettacolo originale, nasce dalla mente di Jean-ClaudPenchenat, presente come attore anche nella trasposizione cinematografica Ballando Ballandodiretta da Ettore Scola.
“Che una compagnia intenta a provare mini-drammi quotidiani venga in qualche modo spiata da presenze o fantasmi, anche se Pirandello era contrario a questa parola – Michele Placido racconta la sua terza regia dai testi di Pirandello – mi rafforza nella convinzione che il testo sia pieno di suggestioni soprannaturali. Un’intuizione affascinante mi ha accompagnato dall’inizio: che un palcoscenico possa sorgere laddove prima esistevano case e giardini, fontane e piccole ville. Luoghi in cui poteva accadere la storia che racconteremo, la storia dei Sei personaggi. Mi voglio anzi illudere che sia realmente accaduta: a cosa serve l’illusione, altrimenti, se non per crearne una messa in scena?”.
Attori strampalati che non ricordano le battute, scene che crollano, oggetti che scompaiono e ricompaiono altrove mentre lo spettacolo è in divenire, una coreografia di movimenti che ricorda le comiche degli anni 30 e 40: Che disastro di commedia di Henry Lewis, Jonathan Sayere Henry Shields, regia diMark Bell, è una macchina perfettamente oliata, sorretta dal lavoro di grandi professionisti, che strappa risate e applausi a scena aperta.
Tratto dall’omonimo romanzo autobiografico, scritto da Daniela Spadae Cesare Bocci, Pesce d’aprile è il racconto di un grande amore: un’esperienza di vita reale, toccante, intima e straordinaria, vissuta da un uomo e da una donna, interpretati dallo stesso Bocci e Tiziana Foschi. Grazie anche alcoinvolgimento di Anffas Onlus- Associazione di Famiglie con persone con disabilità intellettiva e relazionale, Charity Partner del progetto- Pesce D’Aprile si conferma un inno alla vita e un momento di riflessione necessario.
Secondo il mito, il pomo della discordiaè lamelalanciata da Eris, dea della discordia, sul tavolo dove si stava svolgendo il banchetto in onore del matrimonio di Peleoe Teti, per vendicarsi del mancato invito alla festa. La Dea incise sul pomo la frase “Alla più bella”, causando così una lite furibonda fra Era, regina degli dei, Afrodite, dea della bellezza, e Atena, dea della saggezza. Carlo Buccirossofirma testo e regia di una trasposizione ai giorni nostri, in un esilarante affresco della normale famiglia benestante italiana, in Il pomo della discordia.
Il visionario regista Luciano Melchionna firma l’amara e divertente commedia di Carmine Amorosoresa celebre dal film di Mario Monicelli del 1992, Parenti serpenti, con un interprete d’eccezione: “Immaginare Lello Arena, con la sua carica comica e umana, nei panni del papà mi ha fatto immediatamente sorridere, tanto da ipotizzare il suo sguardo come quello di un bambino intento a descrivere ed esplorare le dinamiche ipocrite e meschine che lo circondano nei giorni di santissima festività. È un genitore davvero in demenza senile o è un uomo che non vuol vedere più la realtà e si diverte a trasformarla e a provocare tutti?”.
Scritto e diretto da John Pielmeier, Voci nel buio è un elettrizzante e sorprendente thriller, ambientato in una baita isolata, in cui rimane bloccata una famosa psicologa conduttrice di una seguitissima trasmissione radiofonica. Una straordinaria Laura Moranteterrà il pubblico con il fiato sospeso,dando voce alla protagonista perseguitata da un maniaco.
CALENDARIO
Sabato 27 ottobre ore 21.00
MASSIMO DAPPORTO UN BORGHESE PICCOLO PICCOLO
tratto dall’omonimo romanzo di Vincenzo Cerami
adattamento e regiaFabrizio Coniglio
musiche originali di Nicola Piovani
produzionePietro Mezzasoma
Sabato 10 novembre ore 21.00
PAOLO BELLI PUR DI FARE MUSICA, una commedia di Alberto Di Risio e Paolo Bell
Sabato 24 novembre ore 21.00
LE BAL “L’Italia balla dal 1940 al 2001”, da un’idea Jean-Claude Penchenat, regia Giancarlo Fares produzione OTI – Officine Del Teatro Italiano, Tieffe Teatro Milano
Martedì 11 dicembre ore 21.00
MICHELE PLACIDO SEI PERSONAGGI IN CERCA D’AUTORE di Luigi Pirandello, regia Michele Placido
produzioneTeatro Stabile di Catania in collaborazione con Goldenart Production srl
Venerdì 21 dicembre ore 21.00
CHE DISASTRO DI COMMEDIA di Henry Lewis, Jonathan Sayer e Henry Shields, regiaMark Bell
Sabato 12 gennaio ore 21.00
CESARE BOCCI e TIZIANA FOSCHI PESCE D’APRILE, regia Cesare Bocci
Sabato 23 febbraio ore 21.00
GABRIELE LAVIA I GIGANTI DELLA MONTAGNA di Luigi Pirandello, regia Gabriele Lavia
Venerdì 1 marzo ore 21.00
CARLO BUCCIROSSO IL POMO DELLA DISCORDIA, con Maria Nazionale, scritto e diretto da Carlo Buccirosso
Giovedì 28 marzo ore 21.00
LELLO ARENA PARENTI SERPENTI di Carmine Amoroso, regia Luciano Melchionna
Giovedì 11 aprile ore 21.00
LAURA MORANTE VOCI NEL BUIO, scritto e direttodaJohn Pielmeier
Abbonamento a turno fisso (10 spettacoli):
intero – ridotto
Platea: euro 185,00 euro 170,00
Palco Centrale 1 Fila: euro 175,00 euro 160,00
Palco Centrale 2 Fila: euro 155,00 euro 140,00
Palco Laterale 1 Fila: euro 150,00 euro 135,00
Palco Laterale 2 Fila: euro 130,00 euro 115,00
Palco Lateralissimo: euro 85,00 euro 70,00
Under 25: euro 60,00
(Palco Laterale e Lateralissimo III e IV ordine)
Gli abbonati della passata stagione potranno esercitare il diritto di prelazione sul posto da martedì 11 a sabato 22 settembre.Dal 24 settembre inizia la vendita dei nuovi abbonamenti.
Biglietti:
intero – ridotto
Platea: euro 26,00 + 2,50 euro 24,00 + 2,50
Palco Centrale 1 Fila: euro 24,00 + 2,50 euro 22,00 + 2,50
Palco Centrale 2 Fila: euro 20,00 + 2,00 euro 18,00 + 2,00
Palco Laterale 1 Fila: euro 22,00 + 2,00 euro 20,00 + 2,00
Palco Laterale 2 Fila: euro 18,00 + 2,00 euro 14,00 + 1,50
Palco Lateralissimo: euro 14,00 + 1,50 euro 10,00 + 1,00
Teatro dell’Unione: piazza Giuseppe Verdi – Viterbo
La biglietteria del Teatro è aperta dal martedì al sabato con orario 10.00 – 13.00 e 15.00 – 19.00. Aperto anche di domenica, con gli stessi orari, solo in caso di spettacoli o altre attività. Chiuso il lunedì.
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