Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Non manca giorno che non si registrano gravi danni legati al forte sovrannumero degli ungulati selvatici presenti nella Tuscia; anche in questi giorni si sono verificati episodi drammatici che hanno messo in ginocchio numerosi imprenditori agricoli e hanno creato danni ad autovetture, di cui uno quasi mortale.
In particolare, questa volta, orde di cinghiali hanno devastato interi vigneti, mandando in rovina il faticoso lavoro di un anno di alcune decine di imprenditori. Inoltre si sono verificati due incidenti, di cui uno quasi mortale, da impatto con un grosso ungulato che attraversava la strada all’improvviso.
Nella Tuscia e nel Lazio è allarme rosso; i cittadini sono ormai abituati alle scorribande dei cinghiali in città, presenti sempre a “grufolare” tra i rifiuti e nei parchi urbani e ormai non ci fanno più caso, mentre gli imprenditori agricoli ormai hanno perso tutte le speranze.
“Non è tanto la situazione che ci spaventa – commenta il presidente di Coldiretti Viterbo Mauro Pacifici – quanto il totale immobilismo della regione, che non affronta il problema e che, probabilmente, non sa neanche da che parte iniziare ad affrontarlo; se andiamo avanti così, prima o poi, si verificheranno incidenti gravi e non possiamo aspettare che questo accada; l’assessore Onorati deve dare risposte veloci e concrete poiché si sta brancolando nel buio più totale e, nonostante vi sia un piano di gestione selettiva approvato, nessuno sa cosa deve fare e le famiglie che basano il loro reddito sull’agricoltura sono in ginocchio, falcidiate dagli eventi atmosferici, dalle importazioni e dalle invasioni dei cinghiali nei campi”.
Rincara la dose di nuovo il direttore della Coldiretti di Viterbo Alberto Frau, tra l’altro agronomo e tecnico faunistico specializzato: “Siamo alla follia, di fronte ad un problema così eclatante e pericoloso, l’assessorato si tappa occhi ed orecchie e non sa che pesci prendere; siamo stanchi e stufi di faticare sui terreni per sfamare gli ungulati selvatici e vogliamo che gli Atc siano immediatamente messi nelle condizioni di poter lavorare al fine di risolvere il problema, quale strumento operativo più idoneo a farlo; la regione non può continuare a chiudersi in questo silenzio assordante facendo finta di niente, poiché non solo non arrivano risposte ma neanche il problema viene affrontato nelle sedi opportune.
Siamo pronti alla mobilitazione e alla protesta in piazza, senza se e senza ma, non intendiamo più porgere l’altra guancia”.
Coldiretti Viterbo
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