![]() L'esercito della Terracotta in mostra |
![]() Federico Ciatti |
![]() Il sindaco Marini alla mostra |
![]() L'esercito della Terracotta in mostra |
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![]() Contardo e la senatrice Allegrini all'inaugurazione |
– Attraversando il tempo, venti secoli e dalla lontana Cina è arrivato a Viterbo un esercito. Imponente. In terracotta.
E’ la straordinaria mostra inaugurata all’ex corte d’assise in piazza Fontana Grande, Esercito di terracotta. Una trentina di guerrieri alti quasi due metri, fedeli copie delle statue risalenti a circa il 285 avanti Cristo.
Sepolte sotto cinque metri di terra sono riemerse per caso nel 1974 e fanno parte di un esercito ben più poderoso, composto da circa ottomila elementi che raffigurano guerrieri dell’esercito imperiale, messi a protezione del palazzo delle Tenebre, opera dell’imperatore Qin.
L’idea di portarle dalla Cina all’Italia è venuta all’associazione Il genio di Leonardo, a Viterbo raccolta da Tusciayoung, con Federico Ciatti, appassionato d’arte orientale.
“Finora – spiega Ciatti – sono state restaurate circa tremila statue. L’associazione è venuta a conoscenza dell’esistenza di un artigiano cinese che le riproduce in modo fedelissimo, con particolari lavorazioni. Alla stessa maniera di come venivano realizzate all’epoca e da qui l’idea di farle conoscere anche nel nostro paese”.
Una trentina quelle che si possono ammirare a Viterbo, dopo essere state in molte altre parti del mondo, tra cui New York, Napoli, Firenze.
La lavorazione è molto particolare. “La parte bassa delle statue – continua Ciatti – è in terracotta piena, mentre la parte finale in alto è vuota. Proprio come quelle costruite dagli operai dell’imperatore.
Loro queste riproduzioni le usano a scopi decorativi. All’associazione è venuta l’idea di farle conoscere in Italia”.
Non deve essere stato un viaggio semplice. Ogni statua pesa circa duecento chili e l’altezza oscilla tra il metro e 75 e il metro e 95.
“E’ stato un viaggio molto lungo, all’interno di container, via mare. Sono state sistemate in enormi scatole piene di paglia. Va detto che non è possibile smontarle e rimontarle in loco. Sono state portate qui già montate”.
Un simile esercito era a protezione del mausoleo dell’imperatore Qin. Proprio per questo la loro altezza è maggiore rispetto a quella della popolazione cinese dell’epoca.
“Mediamente erano alti – ricorda Ciatti – un metro e mezzo. Ma i guerrieri dovevano essere potenti, ecco perché erano più grandi. Tra l’altro sono stati riprodotti con difetti fisici, cicatrici, molti hanno il labbro leporino, molto comune all’epoca o difformità facciali.
Ci sono voluti settecentomila uomini in dieci anni per realizzarle. Sembra che attorno alla tomba ultimamente ne siano state trovate altre e raffigurerebbero persone comuni”.
Per un appassionato dell’oriente è un sogno che si realizza, ma ne beneficia tutto il territorio, vista la straordinarietà dell’evento.
“Ho conosciuto l’associazione il Genio di Leonardo e ho deciso di fare questa cosa con Tusciayoung – spiega Ciatti – siamo un gruppo di gente giovane, a me appassiona moltissimo l’oriente. Con pochi soldi siamo riusciti a sistemare la grande sala, creando un’ambientazione suggestiva.
Spesso ci si lamenta che a Viterbo non si faccia abbastanza sotto l’aspetto culturale, adesso c’è un pezzo di mondo molto distante da noi con cui entrare in contatto”.
La mostra alla ex corte d’assise in piazza Fontana Grande a Viterbo rimarrà aperta fin al 31 ottobre, dal martedì alla domenica, dalle 9 alle 19.
Giuseppe Ferlicca
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