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Maxiestorsione a luci rosse on line - Migliaia di email ricattatorie stanno arrivando nella Tuscia e in Italia - I consigli della polizia postale

“Ti abbiamo filmato mentre ti masturbi davanti a un porno, paga 300 dollari o ti sputtaniamo”

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Porno ricatti sul web

Porno ricatti sul web

Viterbo – “Ti abbiamo filmato mentre ti masturbi davanti a un video porno, paga 300 dollari o ti sputtaniamo”. Migliaia di email hanno invaso la Tuscia e tutta Italia. Con un contenuto minaccioso e ricattatorio.

Si tratta semplicemente dell’ennesima truffa via internet. 

L’email apparentemente sembra avere lo stesso indirizzo dell’utente, ma in realtà non è così. Serve solo a impressionare l’utente, spiegandogli che la sua mail box è stata violata. Ma non è vero nella gran parte dei casi.

La richiesta è quella di pagare 300 dollari in bitcoin altrimenti spiega l’autore dell’email: “manderò i video con le tue birichinate a tutti i tuoi colleghi e amici!!!”.

Un virus trojan sarebbe stato scaricato dall’utente, sempre secondo l’email estorsiva, nel momento in cui l’utente ha avviato un video porno su un sito a luci rosse. Il trojan avrebbe preso possesso del dispositivo usato e avrebbe fatto un video della vittima in situazioni imbarazzanti.

La truffa è alquanto strana, anche perché solo in poche persone sono in grado di pagare in bitcoin. Ma forse l’autore spera di mettere in moto, sotto ricatto, la sua vittima.

Tutte informazioni suggestive ma false, secondo le forze dell’ordine.

La polizia postale a livello nazionale e locale sta ricevendo migliaia di segnalazioni e denunce. Anche nella Tuscia la polizia è stata allertata.

In una nota della polizia postale nazionale viene spiegato che non c’è nulla di vero. I criminali non hanno nessun video e non hanno i vostri contatti social.

Questi i consigli della polizia diffusi in un comunicato ufficiale: “Mantenere la calma: Il criminale non dispone, in realtà, di alcun filmato che ci ritrae in atteggiamenti intimi né, con tutta probabilità, delle password dei profili social da cui ricavare la lista di nostri amici o parenti.
Non pagare assolutamente alcun riscatto: l’esperienza maturata con riguardo a precedenti fattispecie criminose (come #sextortion e #ransomware) dimostra che, persino quando il criminale dispone effettivamente di nostri dati informatici, pagare il riscatto determina quale unico effetto un accanimento nelle richieste estorsive, volte ad ottenere ulteriore denaro”.

Come dire meglio non muoversi e avvertire la polizia magari on line al sito www.commissariatodips.it.


Ecco il contenuto dell’email estorsiva

Ciao, caro utente di xxxxx.
Abbiamo installato un trojan di accesso remoto sul tuo dispositivo.
Per il momento il tuo account email è hackerato (vedi, ora ho accesso ai tuoi account).
Ho scaricato tutte le informazioni riservate dal tuo sistema e ho anche altre prove.
La cosa più interessante che ho scoperto sono i video dove tu masturbi.

Avevo incorporato un virus sul sito porno dopo di che tu l’hai installato sul tuo sistema operativo.
Quando hai cliccato su Play di un video porno, in quel momento il tuo dispositivo ha scaricato il mio trojan.
Dopo l’installazione la tua camera frontale ti filma ogni volta che tu masturbi, in più il software è sincronizzato con video che tu scegli.

Per il momento il software ha raccolto tutte le informazioni sui tuoi contatti dalle reti sociali e tutti gli indirizzi email.
Se tu vuoi che io cancelli tutti i dati raccolti, devi trasferirmi $300 in BTC (criptovaluta).
Questo è il mio portafoglio Bitcoin: XXXXXXX
Una volta letta questa comunicazione hai 2 giorni a disposizione.

Appena hai provveduto alla transazione tutti i tuoi dati saranno cancellati.
Altrimenti manderò i video con le tue birichinate a tutti i tuoi colleghi e amici!!!

E da ora in poi stai più attento!
Per favore, visita solo siti sicuri!
Ciao!


I consigli della polizia postale contenuti in una nota diffusa a livello nazionale

È in corso massiva attività di spamming a scopo estorsivo con l’invio di email in cui gli utenti vengono informati dell’ hackeraggio del proprio account di posta elettronica ad opera di un gruppo internazionale di Criminali. L’account sarebbe stato hackerato attraverso l’inoculamento di un virus mentre venivano visitati siti per adulti. Da qui scaturisce la minaccia di divulgare a tutti il tipo di siti visitati e la conseguente richiesta di denaro in criptovaluta.
ATTENZIONE, nulla di tutto ciò è reale: rappresenta  un’invenzione dell’autore del reato, elaborata al solo scopo di gettarci nel panico ed indurci a pagare la somma illecita: è tecnicamente impossibile, infatti, che chiunque, pur se entrato abusivamente nella nostra casella di posta elettronica, abbia potuto – per ciò solo – installare un virus in grado di assumere il controllo del nostro dispositivo, attivando la webcam o rubando i nostri dati.
Ecco dunque alcuni consigli su come comportarsi:
Mantenere la calma: Il criminale non dispone, in realtà, di alcun filmato che ci ritrae in atteggiamenti intimi né, con tutta probabilità, delle password dei profili social da cui ricavare la lista di nostri amici o parenti
Non pagare assolutamente alcun riscatto: l’esperienza maturata con riguardo a precedenti fattispecie criminose (come #sextortion e #ransomware) dimostra che, persino quando il criminale dispone effettivamente di nostri dati informatici, pagare il riscatto determina quale unico effetto un accanimento nelle richieste estorsive, volte ad ottenere ulteriore denaro
Proteggere adeguatamente la nostra email (ed in generale i nostri account virtuali):
cambiare  – se non si è già provveduto a farlo – la password, impostando password complesse;
non utilizzare mai la stessa password per più profili;
abilitare, ove possibile, meccanismi di autenticazione “forte” ai nostri spazi virtuali, che associno all’inserimento della password, l’immissione di un codice di sicurezza ricevuto sul nostro telefono cellulare.
Tenere presente che l’inoculazione (quella vera) di virus informatici capaci di assumere il controllo dei nostri dispositivi può avvenire soltanto se i criminali informatici abbiano avuto disponibilità materiale dei dispositivi stessi, oppure qualora siano riusciti a consumare, ai nostri danni, episodi di phishing informatico: è buona norma quindi non lasciare mai i nostri dispositivi incustoditi (e non protetti) e guardarsi dal cliccare su link o allegati di posta elettronica sospetti.
Per tutte le informazioni contattaci su www.commissariatodips.it


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21 settembre, 2018

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