Vetralla – Vacanze estive, addio. Saltate nella migliore delle ipotesi oppure andate di traverso agli aspiranti viaggiatori che hanno prenotato tramite un’agenzia di Vetralla. Alcuni per mete lontane, come Turchia, Cambogia, Russia e Giappone.
L’agenzia è finita nella bufera dopo che una socia si sarebbe volatilizzata con gli incassi lasciando letteralmente a piedi una cinquantina di clienti che avevano prenotato voli aerei o soggiorni per le sospirate ferie. La situazione sarebbe precipitata quando sulla porta della Regina Viaggi di piazza della Rocca è comparso un cartello con la scritta “chiuso per inventario”.
La socia rimasta si sarebbe impegnata a restituire i soldi. Nel frattempo stanno partendo le prime denunce da parte dei clienti che si sentono truffati. Due le presunte vittime che nei giorni scorsi si sono rivolte ai carabinieri delle stazioni di Vetralla e Capranica per sporgere querela, alle quali nelle prossime ore potrebbero aggiungersene altre, in vista di una eventuale costituzione di parte civile in caso di processo.
Una brutta vicenda. Il debito societario si aggirerebbe attorno ai 50mila euro, mentre sarebbero una cinquantina le parti offese. Qualcuno, facendo riferimento ad almeno un paio di gruppi, parla di centinaia. Tra loro un sessantenne, la cui querela risale al 3 settembre. L’ipotesi di reato è truffa.
“Siccome volevo fare un viaggio in Russia e in Giappone – si legge nella denuncia – il 6 luglio mi sono recato alla Regina Viaggi per fare i biglietti aerei per Vladivostok e Tokyo, parlando con la titolare, con cui ho prenotato 5 biglietti aerei, pagando 850 euro, in cambio dei fogli della prenotazione confermata, dicendomi che con quelli potevo andare all’accettazione per fare la carta d’imbarco al momento della partenza”.
“Il 17 agosto mi sono recato nuovamente in agenzia, per fare altri quattro biglietti aerei, da Osaka a Roma, con scalo a Pechino. Anche in quella circostanza ho avuto a che fare con la titolare che ha nuovamente proceduto a fare i biglietti aerei, per i quali ho pagato 1820 euro in contanti, in cambio della prenotazione aerea con l’indicazione delle partenze e delle destinazioni”, prosegue l’uomo.
Partenza prevista il 21 settembre, lo scorso 2 settembre il sessantenne ha scoperto che qualcosa non andava. “Mi hanno contattato alcuni amici i quali mi hanno detto di guardare su Facebook dove numerose persone scrivevano che l’agenzia di viaggi di Vetralla li aveva fregati, in quanto non avevano prenotato i biglietti che loro avevano pagato e quindi di essere stati truffati”, si legge ancora nella querela.
“Insospettito, ho cercato di contattare sia l’agenzia che la titolare senza avere risposta. Mi sono recato in agenzia, ma era chiusa e sulla saracinesca c’era un cartello con scritto ‘chiuso per inventario’. A questo punto, sapendo dove abita la titolare, sono andato a casa sua, ma anche lì non ho ricevuto alcuna risposta, così come chiamando sul suo telefono cellulare”.
Il sessantenne ha sperato fino all’ultimo di essere smentito.
“Mi sono messo in contatto con le compagnie aeree, la Siberia Airlines e Air China. Entrambe mi hanno detto che il volo era stato inizialmente prenotato e poi cancellato. Quindi presumo di essere stato truffato”, l’amara conclusione.
“Siamo almeno una cinquantina di vittime – spiega a Tusciaweb il sessantenne, che in questo periodo avrebbe dovuto essere in Russia – una ragazza ha avuto la brutta sorpresa solo dopo essere giunta in Tunisia. Il volo d’andata era regolarmente prenotato, ma una volta giunta nel paese africano ha scoperto di non avere né l’albergo, né il volo di ritorno. Un gruppo di venti persone, invece, sarebbe dovuto partire il 2 settembre per un viaggio in Turchia, che invece era stato annullato. Io sarei dovuto partire il 21 settembre con i miei amici per la Russia e il Giappone e il viaggio, ovviamente, è saltato, oltre alla notevole perdita economica”.
In seguito alle denunce ai carabinieri e alle successive informative, sul caso potrebbe aprire un fascicolo la procura, per i relativi riscontri e verificare se possono esserci risvolti di natura penale nella vicenda. Nel frattempo alle vittime non resta che sporgere querela oppure sperare nella socia rimasta sola per ottenere almeno indietro i soldi delle vacanze andate in fumo.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY