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Viterbo - Da qualche giorno un'intera zona della città senza illuminazione pubblica

Al buio in via Mazzini e dintorni

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Viterbo - Al buio in via Mazzini e dintorni

Viterbo – Al buio in via Mazzini e dintorni

Viterbo - Al buio in via Mazzini e dintorni

Viterbo – Al buio in via Mazzini e dintorni

Viterbo – Buio pesto in via Mazzini. Anzi, via Mazzini, del Giglio, Bussi eccetera. Insomma, un intero quartiere del centro storico a Viterbo. Ormai da qualche giorno. L’illuminazione pubblica sembra proprio non funzionare.

Basta entrare da porta della Verità o salire su per via dell’Orologio vecchio o da una delle traverse del Corso per rendersene conto. Non si vede niente. Anzi niente di niente. Quel bel “gnente” che poi ti manda a sbattere sul fanalino dell’utilitaria parcheggiata alla bene e meglio lungo la strada oppure a scartavetrare qualche muro mentre cerchi parcheggio. Per non parlare poi della toppa di casa. Non ci prendi. Manco fossi ubriaco.

Non si sente un fiato. Spenta la luce, messi a dormire i figli e chiuso l’ultimo bar, non resta più nessuno in giro e si sentono solo i propri passi. Uno appresso all’altro. Tant’è vero che li conti.

Quando nevica, d’inverno, l’ultima volta proprio quest’anno, via Mazzini va quasi sempre in tilt. Le macchine messe a vanvera e le stalattiti attaccate ai cornicioni hanno impedito il passaggio dei mezzi dei vigili del fuoco e della protezione civile paralizzando la via per una settimana.

Durante la giornata la strada sembra un fiume che tenta di risalire a monte con residenti e commercianti a resistere nelle vie limitrofe. Sforzandosi ogni giorno per tenerle pulite e in ordine. Molti di loro vanno a parcheggiare fuori o al Sacrario per evitare di peggiorare le cose. E nemmeno si lamentano. Mai.
Nella zona coinvolta dal black out notturno ci sono scuole elementari, medie e superiori, attività commerciali, banche, tabaccherie e bar. Ci sono anche una libreria, storica, e un negozio di animali che sta lì da quando hanno aperto Viterbo.

Da quelle parti c’è pure la casa di Santa Rosa e il monastero ex Clarisse oggi Alcantarine. La basilica della patrona di Viterbo e le pietre d’inciampo a ricordo dello sterminio degli ebrei della città durante l’ultimo conflitto mondiale. Poi, proprio sotto porta della Verità, da cui prende piede il buio, c’hanno lasciato le penne pure tre garibaldini ai tempi della sconfitta di Mentana.
Insomma, al buio, ci sta un bel pezzo intero del centro storico di Viterbo.                                        

Daniele Camilli


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25 settembre, 2018

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