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Acquapendente - Portata in ospedale, è risultata positiva ai cannabinoidi: "Sono finita fuori strada perché facevo un gestaccio"

Si schianta mentre insultava due ragazze durante sorpasso, assolta una ventenne

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

Acquapendente – (sil.co.) –  E’ stata assolta dal giudice Gaetano Mautone la ventenne di Acquapendente che si è schiantata in una cunetta con la macchina del padre durante un sorpasso, mentre insultava due ragazze in motorino che a loro volta l’avevano offesa poco prima mentre era ferma a uno stop. 

La giovane, trasportata d’urgenza al pronto soccorso del locale ospedale risultò positiva ai cannabinoidi.

Era il 14 luglio del 2015 e per la vittima dell’incidente, patentata da meno di tre anni, scattarono il ritiro immediato del permesso di guida e la denuncia penale per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. 

Quel giorno stava andando a prendere il fidanzato, un trentenne, citato come testimone dal difensore Vincenzo Dionisi.

“Nè io, né lei abbiamo l’abitudine di assumere cannabinoidi – ha detto – ma  pochi giorni io e la mia ragazza prima avevamo trascorso una domenica in spiaggia con degli amici. Qualcuno aveva portato una canna e ce la siamo passata”.

Una versione confermata dall’imputata, che ha anche raccontato i momenti che hanno preceduto lo schianto: “Io ero ferma allo stop quando due ragazze in motorino sono passate facendomi gestacci. Quando sono ripartita, le ho superate e mentre facevo il sorpasso, mi sono girata verso di loro per fare anche io un gestaccio. In quell’istante, sarà stata la macchina vecchiotta o la distrazione, sono finita fuori strada. Ma non perché mi fossi fatta delle canne, l’unica era stata qualche giorno prima al lago con gli amici”.

La ventenne non sarebbe stata avvisata che poteva chiamare un avvocato, né sarebbe stata consapevole che in ospedale le avrebbero fatto delle analisi per vedere se avesse assunto stupefacenti.

Il test inoltre, come ha fatto notare la stessa accusa, non può considerarsi attendibile per quanto riguarda i tempi dell’assunzione, essendo stato effettuato solo sulle urine e non sul sangue.

Sia il pm, sia la difesa hanno chiesto l’assoluzione. Sancita con formula piena, “perché il fatto non sussiste”, dal giudice Mautone. 

– Si schianta nella cunetta dopo sorpasso, nei guai una ventenne


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30 settembre, 2018

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