Viterbo – Competenza e professionalità in rosa nel mondo bancario.
Nasce a Viterbo il coordinamento provinciale femminile “Fabi con la donna” e lo fa, presentandosi in grande stile, in un convegno a palazzo dei Priori.
Ad aprire i lavori il sindaco Giovanni Maria Arena, che da buon padrone di casa, porta il saluto di tutta l’amministrazione alla numerosa platea di uomini, ma soprattutto di donne, che hanno riempito la splendida sala Regia.
“Sono davvero molto contento di ospitare questa iniziativa – dice il sindaco -. Siamo vicini al mondo bancario e ai tantissimi nostri concittadini che vi lavorano instancabilmente ogni giorno, e in particolare all’universo femminile”.
Un mondo, quello bancario, in cui le donne sono più della metà, ma che difficilmente rivestono ruoli apicali. A ricordarlo, citando numeri ben precisi, è il segretario generale della Fabi Lando Maria Sileoni.
“Il 52% dei dipendenti del settore – spiega Sileoni – è rappresentato da donne, eppure solo l’8% di queste riveste cariche dirigenziali. La maggior parte, infatti, lavora allo sportello, dove viene utilizzata come biglietto da visita, oppure, negli incarichi in cui serve particolare rigidità come il recupero crediti. Insomma fanno il “lavoro sporco” e non sono mai valorizzate come dovrebbero”.
Una situazione, questa, che ha bisogno di un’inversione di rotta.
“Le donne devono prendere l’iniziativa – continua Sileoni -, proporsi con coraggio, specializzarsi e ottenere posizioni di rilievo. E la sfida del sindacato è riuscire a permettere tutto questo facendo conciliare anche la vita privata con quella professionale, perché non è più possibile che una donna debba arrivare in posizioni apicali solo se si “sposa” con la banca e tralascia tutto il resto”.
Il convegno, moderato da Paola Guerra, è poi proseguito con gli interventi di due professioniste che dedicano da anni la loro vita alle donne: la psicologa Serenella Papalini e la ginecologa Rossella Mellino. Entrambe hanno posto l’accento sulla difficoltà delle donne a costruirsi una solida carriera.
“Lo scoglio maggiore è senza dubbio quello dei figli: portare avanti una gravidanza e poi essere mamme – dice la Papalini -. Quando si torna al lavoro dopo la maternità ci si trova sempre un po’ spaesate: nel frattempo molte cose sono cambiate, sia piccole che grandi. Alcuni ruoli possono essere stati affidati ad altri e ingranare di nuovo non è semplice. È un nuovo inizio, serve il coraggio di cambiare pur rimanendo sempre se stesse. Non è facile, ma le donne sanno farlo e possono farlo”.
Sulla stessa lunghezza d’onda la ginecologa Rossella Mellino. “Una donna può lavorare e procreare facendo entrambe le cose alla perfezione – sottolinea la Mellino -. L’unica cosa che può forse in qualche modo fermare è l’uomo stesso. Il retaggio maschilista che purtroppo ancora è vivo nella nostra società e specialmente nel mondo del lavoro. Ma dobbiamo dimostrare che tutto ci è possibile. Fare figli, affrontare gli sbalzi ormonali tipici del nostro universo femminile, e allo stesso tempo portare avanti una carriera piena di successi”.
Un veloce, ma molto apprezzato contributo, è stato portato anche da Paolo Capotosti, membro della segreteria nazionale. “Sono figlio di un’ostetrica quindi mia madre ha sempre lavorato anche in un’epoca in cui era ancora raro vedere una donna in carriera – ricorda Capotosti -. Non ho mai avuto il retaggio di una società maschilista, dove l’uomo debba prevalere in ambito professionale. Così dovrebbe essere per tutti”.
La chiusura è stata affidata a Cristiana De Pasquali, coordinatrice nazionale Donne Fabi, non prima dell’intervento di Francesca Gelsomini, che ha presentato alle colleghe cosa è nel dettaglio, il nuovo coordinamento femminile, gli obiettivi e i motivi che hanno spinto a costituirlo.
“Rilancio quello che ha detto Sileoni prima di me – dice la De Pasquali – serve coraggio. Molto coraggio e collaborazione. Le donne e gli uomini devono cominciare a lavorare insieme, senza contrapporsi o prevaricarsi. Insieme e basandosi su principi di uguaglianza totale tra i due sessi. Il sindacato per tutto ciò ha fatto già tanto, ma molto c’è da fare. La sfida è aperta”.
Francesca Buzzi
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