Caprarola – Piccola pianista prodigio e l’incidente che non l’ha fermata…
La storia di Sofia Beltramini pianista undicenne di Caprarola finisce sul Corriere della sera. Bambina come tanti, pianista come pochi che già suona in un’orchestra di professionisti. Per una rottura del polso, ha rischiato di interrompere la sua promettente carriera. Non è stato così.
“Undici anni da compiere a gennaio – si legge nell’articolo del Corriere -, ottima allieva della quinta elementare Sofia Beltramini abita a Caprarola, in provincia di Viterbo, con i genitori Aida Dopchiz e Sebastian, insegnanti rispettivamente di flauto e piano in una scuola di Rieti. Si sono conosciuti da giovanissimi al conservatorio di Buenos Aires e da allora sempre insieme. Una borsa di studio li ha portati in Italia dove avrebbero dovuto restare 9 mesi”.
E invece: “Siamo qui da 19 anni – raccontano al Corriere -, non ce ne siamo più andati. Sofia è nata all’ospedale Bel Colle di Viterbo, tutti e tre abbiamo doppio passaporto. Abbiamo vissuto con lei il dispiacere che non potesse ricominciare. Una frattura per un musicista che deve essere dotato di una mobilità straordinaria delle mani può decretare la fine della carriera”.
Tornando all’incidente: “Mamma e papà – continua l’articolo – avevano appena ordinato la pizza una sera a cena con due coppie di amici e di tanto in tanto si voltavano per racco mandare attenzione ai bambini che giocavano in giardino. Sofia stava divertendosi molto e aveva deciso di cimentarsi in una verticale seguita da un ponte perfetto, i palmi riversi.
Ma è bastato poggiare in modo maldestro la mano: la bimba ha sentito un crack, poi il dolore al braccio sinistro e un pensiero immediato: “Potrò continuare a suonare il piano?”.
La risposta è arrivata dopo un mese e mezzo di gesso per la frattura scomposta di ulna e radio, una scrupolosa riabilitazione e tanti giorni di paura. Ha ripreso a muovere con maestria le dita affusolate sui tasti dopo aver girato fra specialisti ed essere infine approdata al Bambino Gesù per l’intervento risolutivo. Niente è cambiato rispetto a prima dell’incidente avvenuto a fine aprile.
Angelo Gabriele Aulisa, il chirurgo, glielo aveva promesso: “Tranquilla tornerai come nuova e io verrò ai tuoi concerti”.
E così è stato visto che: “lo scorso agosto – si legge -, a Buenos Aires ha potuto tenere il concerto che aveva temuto di dover disdire”.
A raccontare quei mesi il padre della piccola che è anche il suo maestro di piano: “Questa esperienza, come moltissime di quelle che capitano nella vita e inizialmente ci spaventano, però ha avuto un lato positivo. Le ha fatto capire quanto sia per lei importante il piano, più di quanto credesse”.
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