Viterbo – Poche, ma buone. Nel 2018 la produzione di castagne viterbesi è in negativo per quanto riguarda la quantità, ma si salva grazie all’eccezionale qualità dei marroni, cioè la coltura più pregiata.
Lo annunciano praticamente a voce unanime i sindaci dei paesi ospitanti il complesso delle Feste della castagna della Tuscia, presentate questa mattina nella sede della Camera di commercio di Viterbo.
A fare gli onori di casa, il presidente Domenico Merlani. “Anche quest’anno – commenta – la rassegna delle Feste della castagna testimonia il legame strettissimo fra questo prodotto, un’eccellenza della Tuscia, e il suo territorio. Avremo oltre 150 appuntamenti in cartellone, con altrettante opportunità di attirare turisti. Come Camera di commercio, ci piacerebbe dare un sostegno economicamente più sostanzioso, ma purtroppo non ci è possibile”.
“Ci tengo comunque a sottolineare il lavoro del tavolo sulla castanicoltura – conclude Merlani – che ci consente di monitorare costantemente la situazione dei castagneti sul nostro territorio. Non è un mistero che in questi ultimi anni la produzione di castagne sia stata colpita da tanti problemi, su tutti l’attacco della cinipide, ma sembra che ora il settore sia in ripresa”.
“Il tavolo sulla castanicoltura è uno strumento molto importante per noi – conferma il sindaco di Canepina, Aldo Moneta -. Il settore ha conosciuto una serie di crisi giunte una dopo l’altra. Per esempio quest’estate il freddo eccessivo del mese di giugno ha praticamente annichilito la produzione delle castagne, mentre i marroni sono riusciti a salvarsi. I cambiamenti climatici sono un problema grandissimo, forse ancora più grande degli insetti infestanti”.
Rimane sulla stessa linea di pensiero l’assessora allo Sviluppo economico del comune di Viterbo, Alessia Mancini, intervenuta per presentare la festa di San Martino al Cimino. “A differenza dell’anno scorso, in cui il raccolto era stato straordinario, nel 2018 avremo una produzione di qualità, ma non di quantità. Come ha detto il sindaco Moneta, il freddo record di giugno ha risparmiato solo l’impollinazione dei marroni, che avviene leggermente in ritardo rispetto a quella delle castagne tradizionali. Quindi avremo una produzione eccellente, ma solo della varietà più pregiata”.
“Il prodotto è in un periodo difficile – aggiunge Adelio Gregori, sindaco di Vallerano – ma qui nella Tuscia ci sono ancora tante persone, sia amministratori locali che operatori economici e associazioni di volontariato, che si sforzano di promuoverlo. Ed è giustissimo, perché la castagna è un’eccellenza assoluta del nostro territorio”.
Nel complesso delle Feste della castagna c’è anche Latera, rappresentato dal sindaco Francesco Di Biagi: “Il nostro comune è in una posizione separata da quelli del comprensorio del Cimino – spiega il primo cittadino – tuttavia il marrone di Latera è un prodotto che gode della certificazione Igp. Per una realtà piccola come la nostra, il supporto della Camera di commercio è importantissimo”.
Il cartellone delle Feste della castagna della Tuscia si aprirà nel prossimo weekend a Soriano nel Cimino, Caprarola e Vallerano. Il 13 ottobre via alla sagra di Canepina, mentre a Latera e San Martino al Cimino la festa scatterà da sabato 20.
Tutti gli eventi avranno al loro interno degustazioni, mostre a tema, spettacoli, stand enogastronomici e appuntamenti culturali. A Latera ci sarà anche la tradizionale maratonina del Marrone, gara podistica prevista per il 28 ottobre, mentre la festa di San Martino al Cimino sarà visibile su Italive, il servizio di Autostrade per l’Italia che consente ai viaggiatori di scoprire in tempo reale quali eventi si stanno consumando nelle loro vicinanze.
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