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Viterbo - Comune - 17 milioni per le periferie andati in fumo - L'assessore Ubertini punta il dito contro l'amministrazione Michelini

“I progetti non ci sono e i soldi non sono stati messi”

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Claudio Ubertini

Claudio Ubertini

Viterbo – (g.f.) – “I progetti non ci sono e i soldi non sono stati messi”. Periferie e i 17 milioni e mezzo andati in fumo, l’assessore Claudio Ubertini (Urbanistica) non si fa grosse illusioni.

Il governo ha bloccato i fondi destinati ai comuni, Viterbo compreso, ma il capoluogo della Tuscia sta messo male già di suo. “I progetti non li abbiamo trovati – spiega Ubertini, riferendosi all’arrivo del centrodestra a palazzo dei Priori – e non sono nemmeno stati messi soldi per la progettazione. In sede di bilancio, lo scorso anno, invitammo l’allora amministrazione, se ci credeva davvero, a finanziare i progetti.

Non è successo e non si è nemmeno dotata di un ufficio per predisporre la documentazione necessaria”. In altre parole, se anche il governo dovesse concedere finanziamenti, è molto difficile che possano arrivare a Viterbo. Dove di concreto c’è ben poco.

“Non a caso – precisa Ubertini – nella graduatoria del bando, Viterbo era 96esima. Il comune non ha presentato progetti, solo idee di progetto e pure in maniera sintetica”. C’era una tempistica: “L’8 giugno scadevano i termini per la progettazione da presentare. Tra il primo turno e il ballottaggio, l’assessora Saraconi ha chiesto una proroga. Non appena arrivati, ci siamo attivati, perché ci rendiamo conto che 17 milioni e mezzo non si trovano con facilità. Avere la possibilità di spenderli sarebbe stata una bella occasione”.

In consiglio comunale il dibattito sull’argomento è stato piuttosto acceso. Proprio perché si tratta di milioni, non bruscolini. “Il fatto è che il centrosinistra – osserva Paolo Bianchini (FdI) – si è venduto la coperta senza avere un grammo di lana in mano. Si sono venduti i 17 milioni senza un minimo di progetto o idea”. Adesso alcuni comuni stanno rivendicando quei soldi. “Facciamo attenzione – incalza Ubertini – la loro è una posizione diversa, hanno progetti definitivi e in alcuni casi sono partiti anche i lavori. La nostra posizione è molto debole”.

Alvaro Ricci (Pd), all’epoca assessore, non concorda. Quei soldi c’erano eccome, tanto che il comune ha pure effettuato un accertamento d’entrata. Sono stati bloccati poi. “Ai bandi si partecipa con studi di fattibilità – precisa Ricci – ad agosto 2016 nessuno immaginava che sarebbero stati finanziati. Almeno a Raffaela Saraconi va dato atto d’avere avuto coraggio e intuizione nel presentare la domanda. Molte città non lo hanno fatto.

Poi sulla qualità dei progetti sono stato molto critico, così come, concordo sul fatto che il comune si sarebbe dovuto dotare di un ufficio speciale, come fu all’epoca per il Plus e richiamando il dirigente Ernesto Dello Vicario a coordinarlo. Ricordo che ci abbiamo lavorato molto, poi ci fu un’improvvisa retromarcia”. Amen.

A mettere la parola fine ci pensa Giacomo Barelli (Viva Viterbo): “Questo dibattito serve solo a perdere tempo, è surreale, stiamo parlando del nulla. Quei progetti all’epoca non furono condivisi con nessuno. Mi dispiace per chi è rimasto deluso, ma è tempo di voltare pagina”. Forse è proprio così.


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7 ottobre, 2018

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