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Viterbo - Comitato 10 febbraio - Maurizio Federici depone un mazzo di fiori per Norma Cossetto - Mauro Rotelli: "Gesto sentito e dovuto, FdI al lavoro anche per cancellare l'onorificenza al maresciallo Tito"

“Una martire seviziata dai partigiani slavi per non rinnegare la patria”

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La deposizione del mazzo di fiori in ricordo di Norma Cossetto

La deposizione del mazzo di fiori in ricordo di Norma Cossetto

La deposizione del mazzo di fiori in ricordo di Norma Cossetto

La deposizione del mazzo di fiori in ricordo di Norma Cossetto

La deposizione del mazzo di fiori in ricordo di Norma Cossetto

La deposizione del mazzo di fiori in ricordo di Norma Cossetto

 

La deposizione del mazzo di fiori in ricordo di Norma Cossetto - Tra gli altri Rotelli e De Carolis

La deposizione del mazzo di fiori in ricordo di Norma Cossetto – Tra gli altri Rotelli e De Carolis

Viterbo – “Una martire che per non rinnegare la patria fu seviziata dai partigiani slavi”.

Un piccolo e semplicissimo mazzo di fiori in sua memoria. Sui nastri soltanto il suo nome: Norma Cossetto.

Maurizio Federici, presidente del Comitato 10 Febbraio, ha voluto onorare così, con un gesto semplicissimo, il ricordo della giovane che 75 anni fa fu vittima di un barbaro martirio.

“La giovane studentessa – ricorda Federici – fu sequestrata, violentata e uccisa nell’ottobre del 1943 dai partigiani comunisti slavi. Pare fossero stati almeno 17. Soltanto sei di questi furono identificati e fucilati la mattina seguente, non prima di aver vegliato il povero corpo ormai in putrefazione della ragazza. Tre o quattro di loro, dopo quella notte, impazzirono”.

Un gesto, quello di stamattina, rivolto a Norma Cossetto, ma che racchiude il dolore di tante vittime di quei tempi. Alla cerimonia hanno partecipato tra gli altri anche Mauro Rotelli, deputato di Fratelli d’Italia e l’assessore comunale Marco De Carolis.

“Norma è stata una martire – prosegue Federici nel deporre il mazzo – perché non ha rinnegato la sua patria, ma è morta per essa. Assurdo e vergognoso sapere che molti dei suoi aguzzini e di quelli di tante giovani vittime come lei sono arrivati, impuniti, all’età della pensione”.

I fiori sono stati lasciati ai piedi del cippo eretto per Carlo Celestini, viterbese ucciso nelle foibe. “Non certo l’unico – sottolinea Federici -, ma ormai simbolo di tutti coloro di cui non abbiamo potuto nemmeno onorare le spoglie”.

E proprio a margine dell’iniziativa l’onorevole Rotelli ha ricordato come Fratelli d’Italia si stia dando da fare affinché venga cancellata l’onorificenza della Repubblica italiana ala maresciallo Tito. Una proposta di legge il cui primo firmatario è il deputato veneto di FdI Luca De Carlo, ma subito accolta e sottoscritta dai colleghi.

“E’ imbarazzante per la nostra repubblica – commenta Rotelli – che Josip Broz Tito sia ancora cavaliere di gran croce. Onorificenza che vogliamo che gli sia tolta perché alla luce degli eccidi accertati e scoperti è ormai soltanto uno sfregio alla storia italiana”.

La proposta di legge è stata firmata nella piazza Transaplina di Gorizia ai piedi del monte Sabotino ed è stata annunciata il 16 settembre, data non casuale poiché coincide con il 71esimo anniversario della seconda redenzione della città.

“Un atto simbolico – conclude Rotelli spiegando la motivazione della proposta di FdI – ma anche un atto di giustizia vera nei confronti delle vittime delle Foibe, degli esuli e di tutte le loro famiglie. L’onorificenza a Tito fu concessa per “ragion di stato”, ma non c’è ragione di stato che possa giustificare questi orrori”.


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6 ottobre, 2018

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