Sutri – “Perché proprio a me?”. Roberto Corzani se lo chiede da venerdì, quando ha aperto e letto la lettera che il giorno prima era stata recapitata presso il parco archeologico di Sutri di cui è funzionario. Una lettera anonima densa di insulti, diffamazioni e insinuazioni sessuali pesanti. Offese scomposte. Corzani le definisce “ingiurie assurde e di basso livello”.
Il testo, seppur confuso e sgrammatico, è feroce e culmina in minacce di morte rivolte al funzionario. “Inizialmente le ho sottovalutate – ammette Corzani -, ma ora ci penso costantemente. Sto comunque provando a fare la vita di tutti i giorni, cercando di tutelare le persone che mi sono vicine. Perché chi ha scritto la lettera sa tante cose sul mio conto, sa tutto della mia vita. Anche che quella sera ero all’anfiteatro…”. La sera del 17 settembre, quando con uno spettacolo pirotecnico si concludono i festeggiamenti per santa Dolcissima, patrona di Sutri. “Eri sulla terrazza dell’anfiteatro – scrive l’anonimo nella lettera diffusa e resa pubblica dallo staff di Vittorio Sgarbi, sindaco di Sutri e presidente del parco archeologico -. Con un fucile con un cannocchiale sei stato sotto tiro per tutto il tempo, e se non ti ho steccato è perché sarebbe venuta fuori una strage con la gente che stava dentro l’anfiteatro e scappava via per la paura”.
Nello scritto non mancano i riferimenti alla moglie e ai figli di Corzani, e al luogo in cui vive. “È pronto un caricatore da fucile automatico con il cannocchiale per i cinghiali pieno di cartucce a pallettoni – continua l’anonimo nella lettera minatoria – e sono stati trovati almeno quattro posti su tutte le strade che puoi fare per tornare a casa, e ti saranno scaricate tutte addosso”.
Sulla busta compaiono il nome e l’indirizzo del destinatario. In stampatello maiuscolo, sono stati scritti a penna. “La mano – spiega Corzani – sembra di una persona con specifiche competenze tecniche, ma è una mia supposizione”. Invece sul timbro, seppur sbiadito, si legge: “Roma Fiumicino cmp (centro di meccanizzazione postale, ndr) – 02.10.18”. “Ma al parco archeologico – racconta Corzani – è arrivata intorno alle 12 di giovedì 4 ottobre, ed è stata recapitata a un guardaparco. Io l’ho letta venerdì, ma prima di aprirla l’ho sentita al tatto. Mi ero insospettito, non solo perché in tutti questi anni ho ricevute pochissime lettere personali, ma perché ho pensato a quando, una ventina di anni fa, a un collega con cui lavoravo in un altro parco è arrivata una busta con un proiettile”.
Il testo della lettera indirizzata a Corzani è feroce. “Le minacce di morte, che mai avevo ricevuto prima, sono pesanti – dice il funzionario -. Pochi giorni fa una persona ha alzato la voce contro di me, ma di questo dovrò parlarne con i carabinieri che ho subito informato e davanti ai quali questa mattina sporgerò denuncia. Ho poi allertato il sindaco Sgarbi ed essendo un dipendente regionale anche il governatore del Lazio Nicola Zingaretti. Ma nelle prossime ore mi rivolgerò pure al questore di Viterbo e alla Digos”.
Dire chi sia l’animo è difficile e ancora prematuro. “Nella lettera – afferma Corzani – fa intendere che sia un cacciatore, ma per me serve a deviare. Come serve a deviare anche il riferimento al fucile per i cinghiali carico con cartucce a pallettoni. Quella lettera a mio avviso ha un taglio prettamente politico, anche se io con la politica non ho più nulla a che fare. Credo sia servita per attaccare Sgarbi e i suoi collaboratori. Ma perché è stata indirizzata a me? Me lo chiedo da giorni e non le so spiegare. Forse c’è chi mi vede come una persona molto vicina al sindaco, di cui il sindaco si fida”.
Raffaele Strocchia
Articoli: Le minacce di morte a Roberto Corzani: “Ho il fucile da cinghiale carico, hai i giorni contati…” – Lo staff di Vittorio Sgarbi: “Sgarbi e i suoi collaboratori minacciati con una lettera anonima”
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