Bolsena – Verso il fallimento la Cobalb, la società che gestisce l’impianto che raccoglie e depura le acque reflue dei comuni che affacciano sul lago di Bolsena. I soci lo scorso 8 ottobre hanno deliberato la nomina di un liquidatore o, in subordine, la consegna dei libri sociali in tribunale. “La Cobalb – spiega il direttore generale Massimo Pierangeli – ha chiesto ad alcuni commercialisti di diventare liquidatori della società. Ma se nei prossimi giorni nessuno dovesse accettare, i libri sociali verranno portati in tribunale. In entrambi i casi, la Cobalb sta andando verso il fallimento”.
Dieci i soci della Cobalb, che è l’acronimo di Comunità bacino lago di Bolsena. Sono tutti enti pubblici: gli otto comuni che affacciano sul lago, più la provincia di Viterbo e il comune di Bagnoregio. “All’assemblea dell’8 ottobre – sottolinea Pierangeli – mancavano solo Bagnoregio e la provincia. Ma mentre il primo ha solo lo 0,5% della società e da tempo chiede di uscirne, la provincia, che ritengo un socio importante, non ha dato giustificazioni alla sua assenza”.
Ma perché la Cobalb sta andando verso il fallimento? “Soprattutto a causa dei debiti accumulati con i fornitori di energia elettrica”, rivelano i soci. Che supererebbero i quattro milioni di euro. “Dal 2009 – racconta Pierangeli – la regione Lazio, che è proprietaria dell’impianto, non ha più inviato finanziamenti e la società, che doveva garantire il servizio, che è primario, ha accumulato debiti su debiti. Non aveva altra scelta. Per anni abbiamo chiesto alla regione, alla provincia e a Talete di attuare la legge Galli. Ma le nostre richieste, seppure pressanti, sono rimaste inascoltate. I soci hanno così deciso di mettere le istituzioni competenti di fronte al fatto compiuto, perché il passivo aumenta sempre di più”.
Per Pierangeli “la regione, dopo aver interrotto i finanziamenti, avrebbe dovuto far entrare le amministrazioni socie di Cobalb in Talete. Anche perché – continua – è assurdo pensare che otto comuni riescano a pagare 600mila, 700mila euro di energia all’anno. Sono altissimi i costi per pulire il lago di Bolsena, che non è un bene solo dei comuni che vi affacciano ma di tutti”.
I soci di Cobalb fanno “appello – scrivono in una nota – non più alle varie istituzioni ma alla sensibilità di singoli dirigenti illuminati che possano trovare una valida e condivisa soluzione per una questione che, con malizia, potrebbe essere considerata scritta con questo finale da sempre”. Ma per Pierangeli quale sarebbe questa “valida e condivisa soluzione”? “In primis – risponde -, passare la gestione degli impianti a Talete. Ma ci vuole la volontà, perché in tutti questi anni della Cobalb non è interessato niente a nessuno. Ha avuto al massimo sei dipendenti, e quindi ha contato sempre poco. La Cobalb è stata lasciata sola. Eppure per anni, con il suo lavoro di depurazione, ha tenuto in piedi l’immagine di un comprensorio straordinario. Quello del lago di Bolsena, che è proprietà di tutti e che tutti dovrebbero partecipare nel tenerlo splendidamente”.
– Il Cobalb verso il fallimento
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