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Operazione La società - Una ventina le vittime - Nell'organizzazione smantellata dalla polizia, anche una 55enne viterbese da ieri in carcere

Deve pagare i funerali del figlio e finisce nella morsa dell’usura

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Roma - Giro di usura e spaccio - Un arresto della polizia

Roma – Giro di usura e spaccio – Un arresto della polizia

Roma - Giro di usura e spaccio - Un arresto della polizia

Roma – Giro di usura e spaccio – Un arresto della polizia

Viterbo – Usura e spaccio, a capo dell’organizzazione c’era una coppia. Lui, “Michele Regia, pluripregiudicato” (come gli investiGatori lo hanno definito durante la conferenza stampa), è un 65enne di Andria. Lei, “Diana Raggi”, è una 55enne viterbese. Ma in questo “strutturato sistema usuraio” ognuno degli indagati avrebbe rivestito, secondo gli inquirenti, uno specifico ruolo: c’era chi si occupava di prestare le somme di denaro, chi procacciava i clienti e chi era addetto alla riscossione.

Due i modi con cui l’organizzazione avrebbe erogato i soldi. “Il primo, utilizzato da Diana Raggi, viene definito prestito societario (da qui il nome dell’operazione, ndr). Ovvero – spiegano gli investigatori – le somme di denaro venivano restituite in venti rate settimanali”. Ovviamente con gli interessi. “L’altro meccanismo usuraio – continuano gli inquirenti – è il prestito fermo: quando una rata saltava veniva applicato un ulteriore tasso di interesse del 10%”.

Almeno venticinque le vittime, la maggior parte ristoratori e gestori di negozi di estetica. “Le vittime – sottolineano gli investigatori – chiedevano soldi perché o titolari di attività commerciali in difficoltà o perché erano in uno stato di bisogno”. Tra questi ultimi anche chi aveva chiesto un prestito di 2mila euro per pagare i funerali del figlio.



L’operazione, chiamata La società e condotta dai poliziotti della Capitale del commissariato Fidene Serpentara e dagli agenti della polizia locale di Roma, ha sgominato un’organizzazione dedita all’usura e allo spaccio. Dieci gli indagati, per i quali la procura ha chiesto e ottenuto dal gip altrettante misure cautelari. Da ieri in sei sono in carcere, tra cui Michele Regia e Diana Raggi, uno è ai domiciliari e in tre hanno l’obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria. Tra questi ultimi anche la 61enne romana L.A.. Dipendente del comune di Roma, è accusata di usura aggravata ed estorsione. “Aveva il duplice ruolo – evidenziano i poliziotti – di procacciare i clienti e di riscuotere le somme di denaro”.

Durante le indagini, scattate nel 2017, sono stati sequestrati 39mila 800 euro, ritenuti provento dell’usura, assegni bancari per un valore complessivo di 40mila euro, carte postepay e libri contabili in cui sarebbero stati annotati i prestiti concessi e dai quali sarebbe emerso il tasso usuraio applicato. Durante una perquisizione eseguita la scorso anno a Viterbo sono stati sequestrati assegni dati in garanzia e somme per 100mila euro. Nel corso delle indagini sono inoltre stati sequestrati tre chili di cocaina e 6mila 400 euro.


Gli indagati

In carcere
Michele Regia: 65enne di Andria, è accusato di usura, spaccio e abusiva attività finanziaria
Diana Raggi: 55enne di Viterbo, è accusata di usura e abusiva attività finanziaria
R.F.: 47enne di Roma, è accusato di spaccio (già in carcere)
F.O.: 42enne di Roma, è accusato di spaccio (già ai domiciliari)
R.D.: 61enne di Roma, è accusato di spaccio (già ai domiciliari)
M.R.: 32enne di Roma, è accusato di spaccio

Ai domiciliari
G.G.: 49enne di Roma, è accusato di usura aggravata e abusiva attività finanziaria

Obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria
L.A.: 61enne di Roma e dipendente del comune di Roma, è accusata di usura aggravata ed estorsione
D.L.: 37enne di Roma, è accusato di spaccio
I.C.: 43enne di Roma, è accusato di spaccio (già in carcere)


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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23 ottobre, 2018

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