Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - Macchina di Santa Rosa - Uno dei 42 in concorso nel 2015 - Transazione con gli ideatori a 8mila euro

Bozzetto rotto, comune condannato a pagare 11mila euro

Condividi la notizia:

Macchina di Santa Rosa - Bozzetto di Laudate Rosa stella splendente

Macchina di Santa Rosa – Bozzetto di Laudate Rosa stella splendente

Macchina di Santa Rosa - Bozzetto di Laudate Rosa stella splendente

Macchina di Santa Rosa – Bozzetto di Laudate Rosa stella splendente

Viterbo – (g.f.) – Bozzetto della Macchina di santa Rosa rotto, il comune risarcisce gli ideatori con 8mila euro.

Arriva a conclusione una vicenda che ha lasciato l’amaro in bocca a Marco Andreoli, Maria Elena Andreoli, Lucio Cappabianca e Giovanni Cesarini.

Nel 2015 parteciparono al concorso d’idee con Laudate Rosa Stella Splendente. Vinse Raffaele Ascenzi, con l’attuale Gloria. Tutte le opere presentate furono poi esposte agli Almadiani. Tranne Laudate Rosa. Perché il bozzetto nel frattempo si era rotto. In più parti.

Rammarico da parte degli ideatori, a fronte di spiegazioni ritenute insufficienti dall’amministrazione. Ritenendosi danneggiati, non solo materialmente, chiesero un risarcimento.

Dopo tre anni arriva la sentenza. Comune condannato dal tribunale a pagare 11mila euro, ma l’avvocato incaricato da palazzo dei Priori ha suggerito d’arrivare a una transazione per evitare un ulteriore aggravio di spese per il giudizio successivo e la rifusione dei costi per il secondo grado di giudizio.

Con ottomila euro, tutto compreso, si chiude. Se ne è parlato mercoledì mattina in seconda commissione, per dare via libera al debito fuori bilancio per la somma da versare. Con Paolo Bianchini (FdI) un po’ dubbioso. “A casa mia chi rompe paga – osserva Bianchini – chi ha detto che il bozzetto era integro e poi non lo era? Contro questa persona il comune dovrebbe rivalersi”.

Sembra facile. Giacomo Barelli (Viva Viterbo) all’epoca era assessore e la vicenda se la ricorda bene. Cocci compresi.

“Il bozzetto è entrato sano – osserva Barelli – ed è uscito rotto. Quando la commissione ha aperto il plico per esaminarlo, è riportato a verbale che era integro. Poi, al momento della riconsegna agli ideatori era rotto. Ecco perché il comune non ha potuto fare rivalsa nemmeno con l’assicurazione della ditta che ha curato il trasporto. Perché è certificato che al momento della visione era integro”.

Chi l’ha rotto? Gianmaria Santucci (Fondazione) propone una commissione d’inchiesta, altri evocano la manina, oggi molto di moda, mentre Sergio Insogna (Fondazione) fa due conti e si preoccupa: “È la seconda pratica di debito fuori bilancio che arriva. Adesso ottomila euro, l’altra era di ventimila. Portateci un pacchetto unico così capiamo bene”.

Più nello specifico, rivolto alla vecchia amministrazione, Santucci vuole togliersi un dubbio: “Quante cose avete rotto?”. Ah, saperlo.


Condividi la notizia:
26 ottobre, 2018

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/sindaco-cercasi-ci-vorrebbe-diogene/